Russia, Ambasciatore Ragaglini: ora si punti su Made with Italy

Sanzioni "non sono alibi". C'è chi investe ma serve salto qualità
Russia, Ambasciatore Ragaglini: ora si punti su Made with Italy
22 June 16:25 2016 Print This Article

In Russia è cambiato il “modello di sviluppo” ed è quindi il momento di “passare dal Made in Italy al Made with Italy”, ossia sfruttare la diversificazione russa per esportare know how e tecnologie. Lo ha detto l’ambasciatore a Mosca Cesare Maria Ragaglini in un’intervista ad askanews, lanciando un chiaro segnale agli imprenditori. “Le sanzioni e il regime sanzionatorio non possono essere un alibi per non investire. Le sanzioni colpiscono alcuni settori nei quali non possiamo operare, ma tutto il resto è lecito”, aggiunge.

Le cifre di interscambio del 2013 non torneranno poichè, spiega Ragaglini, “le nostre importazioni di idrocarburi dalla Russia valgono di meno finanziariamente, ed esporteremo di meno, poiché Mosca sta cercando di produrre essa stessa una serie di prodotti, che invece prima importava. Da qui discende a mio avviso, la necessità per il sistema imprenditoriale italiano, almeno se si vuole mantenere le quote di mercato in Russia, di cambiare strategia”.

Ragaglini parla all’indomani del successo del nostro Paese al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, dove l’Italia è stata Paese ospite d’onore, e il padiglione italiano, organizzato dall’associazione Conoscere Eurasia, ha visto la visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Secondo il capo missione “le imprese italiane, per loro tipologia sono dei partner ideali per l’economia russa. Ed è quindi questo il momento di investire: da una parte vi è una necessità dei russi di avere questo spostamento di tecnologia, dall’altro (sempre i russi) concedono benefici e incentivi che non rimarranno per sempre. Questo è il momento. È una situazione ideale e gli imprenditori italiani, se vogliono confermare la loro capacità di visione strategica della Russia, oltre che del loro futuro, sono sicuro che sapranno cogliere questo momento”.

L’ambasciatore sottolinea poi che “abbiamo avuto già fin dall’anno scorso investimenti” ma ora “si tratta di fare un salto di qualità, sia numerico che qualitativo. Per questo abbiamo recentemente redatto una guida per investire in Russia che risponde alle domande che in genere un imprenditore si fa, oltre a una classifica tra le regioni più virtuose e più pronte a ricevere investimenti stranieri”.

“L’economia russa comincia a muoversi nuovamente” afferma nell’intervista. “Ci sono previsioni, che valgono quello che valgono, perché non sempre gli economisti riescono a cogliere gli andamenti, ma si pensa che tra la fine dell’anno e il prossimo, la Russia uscirà dalla recessione. Si ricomincerà a crescere, magari a ritmi più bassi che in passato. Il prezzo del petrolio si potrebbe assestare sui 50 dollari e quindi dare un maggiore stabilità, sia al rublo, diminuendo le fluttuazioni, sia al bilancio federale. Tutto questo offre una maggiore stabilità al sistema”.

Eurasiatx/Askanews

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Cecilia Valentini
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