A Mosca il software ”made in Russia”

Si partirà con "Moi Ofis Pochta" che sostituisce Microsoft Office
A Mosca il software ”made in Russia”
14 ottobre 16:01 2016 Stampa

La politica della import substitution sta prendendo sempre più piede tra i settori dell’economia russa. È la volta dell’IT e del mondo legato ai computer e all’informatica. Il governo russo sostituirà i programmi Microsoft Corp. con software locali in migliaia di computer. Si partirà da Exchange Server e Outlook per arrivare anche a Windows e Office. Per iniziare “Moi Ofis Pochta” sostituirà Microsoft Office.

La Russia risponde così alle sanzioni occidentali puntando sullo sviluppo del proprio “made in” per ridurre la dipendenza dagli stranieri. “Vogliamo che il denaro dei contribuenti e delle compagnie di Stato venga speso prima di tutto sul software locale”, ha dichiarato la scorsa settimana in conferenza stampa Nikolaj Nikiforov, il ministro russo delle Comunicazioni e dei Mass Media.

La realizzazione del progetto è stata affidata a Rostelecom, operatore statale, mentre a sviluppare il nuovo software sarà la compagnia New Cloud Technologies: o meglio, Novye oblachnye technologhii.

La “nuvola” non sarà più “cloud”, ma “oblako“. Un contratto da 40 milioni di rubli per la prima fase (625mila dollari, al cambio attuale). Che sarà solo l’inizio, ha sottolineato Artem Ermolaev, responsabile del dipartimento Tecnologie dell’informazione del governo di Mosca. “Ogni tipo di sostegno al settore IT – ha detto Ermolaev – è un investimento nell’economia del Paese. Oggi l’import substitution è una necessità: dal momento che le compagnie occidentali, constatiamo, sono costrette a mettere in pratica le sanzioni per ragioni politiche, a danno dei propri interessi commerciali”. Da qui l’invito rivolto da Vladimir Putin a enti di Stato, autorità locali e compagnie perché preferiscano a Microsoft o Oracle alternative locali come Yandex o Mail.ru. In un mercato del software del valore di 3 miliardi di dollari, il ministro Nikiforov ha spiegato che gli enti pubblici spendono ogni anno 20 miliardi di rubli (295 milioni di dollari) in software straniero. D’ora in poi avranno una lista di 2.000 prodotti made in Russia da preferire.

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Cecilia Valentini
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