L’acqua di Altai per le colture cinesi: la proposta ingegnosa di Tkachev

Il ministro dell'agricoltura della Russia vorrebbe sfruttare la regione, tra le più ricche in termini di riserve d'acqua dolce, per implementare le relazioni commerciali con la Cina
L’acqua di Altai per le colture cinesi: la proposta ingegnosa di Tkachev
03 maggio 14:00 2016 Stampa

Continuano ad intensificarsi i rapporti commerciali tra Russia e Cina, le due super potenze che – dopo l’inasprirsi delle relazioni con Ue e Usa – stanno incrementando notevolmente l’interscambio tra le parti. Un dialogo, quello tra Pechino e Mosca, all’insegna di numerosi accordi commerciali, logistici e di fornitura di prodotti. Non ultimo quello avviato dal ministero dell’Agricoltura della Federazione, Alexander Tkachev, che ha trovato un nuovo stratagemma per non disperdere risorse della Russia (ad oggi molto attenta al cosiddetto “cost saving“) e – al contempo – intensificare i rapporti politici e strategici con la Cina, divenuto negli ultimi anni un partner decisivo per la Federazione. Così Tkachev, durante l’incontro con il suo omologo cinese Han Changfu, ha proposto di aiutare le colture della Cina attivando una fornitura di acqua dolce direttamente dalla regione di Altai, ricca di fiumi e laghi.

Altai è il complesso montuoso dell’Asia centrale che si estende per circa 2000 km in direzione sud-est/nord-ovest dal deserto del Gobi al bassopiano della Siberia occidentale: una zona notoriamente ricca di laghi e fiumi, da cui potrebbe essere raccolta una ingente quantità di acqua per poi essere trasferita fino in Cina (nella regione arida di Xinjiang Uygur) passando per il Kazakistan.

La proposta avanzata da Tkachev prevede la fornitura di 70 milioni di metri cubi di acqua dolce, provenienti dalle alte vette montuose di Altai, che ogni anno si riversano a valle (durante le inondazioni primaverili) e che non vengono sfruttate dalle colture russe, finendo di fatto per non essere utilizzate. Un tesoro naturale che la Federazione vuole offrire su di un piatto d’argento a Pechino, uno tra i più importanti partner commerciali con cui si sta interfacciando Mosca.

L’Altai propriamente detto e l’Altai della Mongolia sono intersecati da una rete di fiumi rapidi e turbolenti, alimentati soprattutto dallo scioglimento delle nevi e dalle piogge estive, che talvolta provocano inondazioni in primavera ed estate. Tra i maggiori ci sono il Katun, il Bukhtarma e il Biya- tutti affluenti dell’Ob. I fiumi dell’Altai del Gobi sono più brevi, meno profondi e spesso ghiacciati in inverno e in secca in estate. La rete idrografica comprende più di 20mila corsi d’acqua con una lunghezza totale di più di 60.000 km e circa 7mila laghi con superficie totale di più di 600 km². Quelli dell’Altai del Gobi hanno spesso acque estremamente salate. Un  tesoro immenso che Tkachev vuole sfruttare per intensificare le relazioni con il Paese del Dragone, sottolineandone il valore economico, sociale e – specialmente – politico.

La regione di Altai, al confine tra Cina, Kazakistan e Mongolia

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Davide Lonardi
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Giornalista iscritto dall'Ordine Nazionale dal 2011, nutre una particolare passione per il mondo dell'editoria online. Collabora con diverse testate occupandosi anche di strategie di marketing e di personal branding sul web

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