Addio degli eurodeputati. Europarlamento boccia 5G su auto connesse

Vince il wi-fi. Sbarrata la strada alla tecnologia del futuro.
Addio degli eurodeputati. Europarlamento boccia 5G su auto connesse
20 aprile 08:06 2019 Stampa

Ultima “plenaria” al Parlamento europeo di Strasburgo. Molti deputati non vi faranno più ritorno. Altri dovranno attendere l’esito del voto del 28 maggio mentre certamente volti nuovi entreranno per la prima volta in Aula e cercheranno di riprendere le fila delle decisioni europee già approvate. Tra queste ultime vi sarà certamente l’ultima decisione dell’ Europarlamento che ha bocciato il 5G dell’internet delle cose a favore del vecchio wifi come tecnologia obbligatoria in Ue per il futuro delle auto connesse. La plenaria di Strasburgo ha infatti affossato la proposta del relatore, il francese Dominique Riquet, di respingere il controverso atto delegato della Commissione Ue a favore del wifi in quanto rompe con il principio di neutralità tecnologica. Con 270 voti a favore e 304 contro, il risultato di Strasburgo segna una controtendenza rispetto a quello espresso dai deputati stessi in commissione Trasporti.

“L’obiezione che ho deposto è appena stata respinta in plenaria: nessun rispetto per la neutralità tecnologica e testimonianza dell’efficacia delle lobby”, ha twittato Riquet. La ‘guerra’ delle auto connesse vede infatti spaccature profonde in seno alla stessa Commissione, ai 28 e all’industria, con Germania e Volkswagen pro wifi, mentre le tlc, buona parte del settore auto e anche Confindustria sono a favore del 5G. Ora la palla passa nelle mani dei 28, gli unici che hanno ancora la possibilità di bloccare la decisione del wifi obbligatorio.

La decisione della Commissione, secondo diversi stati membri tra cui Finlandia e Spagna ma anche secondo il relatore dell’Europarlamento Riquet, viola il principio della neutralità tecnologica cui è tenuta Bruxelles. Ovvero quest’ultima non si limita a fissare parametri e requisiti tecnici a cui devono rispondere le auto connesse, ma rende obbligatoria una sola tecnologia a discapito delle altre in corso di sviluppo, violando la libertà di mercato. E per di più viene imposta anche la “compatibilità a posteriori” del wifi, di fatto sbarrando la strada a 5G e qualsiasi altra nuova tecnologia futura.

I 28 si riuniranno per valutare la questione il prossimo 3 maggio, al gruppo di lavoro del Consiglio trasporti. All’ultima riunione di aprile solo pochi Paesi hanno preso una posizione esplicita: la Germania, spalleggiata da Francia, Austria e Belgio, pro wifi, e la Finlandia, con Spagna, Danimarca e Lussemburgo, pro 5G. Se gli stati membri non riusciranno a formare una maggioranza qualificata contraria o non chiederanno un rinvio per valutare meglio la questione, l’atto delegato presentato dalla Commissione sarà adottato.

Elisa Sergio

Print this entry

  Categories:
view more articles

About Article Author