Altra custodia cautelare ad Abyzov, il ministro russo finito nella rete anticorruzione di Putin

Oltre alla frode l’accusa sostiene di aver rinvenuto droga nell’avitazione dove sta scontando la reclusione. La difesa: “Farmaci”.
Altra custodia cautelare ad Abyzov, il ministro russo finito nella rete anticorruzione di Putin
23 maggio 18:58 2019 Stampa

Farmaci o droga? Per gli investigatori non si tratterebbe di medicinali e la nuova imputazione formalizzata oggi aggiungerebbe altri capi d’imputazione all’ex ministro degli Affari Pubblici che rischia fino a 20 anni di carcere con l’accusa di aver sottratto 62 milioni di dollari alle casse dello stato.

Un’analisi forense ha mostrato oggi in tribunale che una “sostanza narcotica” è stata trovata nell’appartamento di Abyzov senza specificare né il tipo né la quantità della sostanza.

L’avvocato di Abyzov ha contestato l’accusa.

Il tribunale di Mosca ha deciso oggi di confermare e quindi mantenere Abyzov in custodia cautelare per altri due mesi.

I servizi segreti interni russi avevano arrestato lo scorso 27 marzo l’ex ministro Mikhail Abyzov con l’accusa di frode.

Lo Sledkom (Sledstvennyi komitet) che ha accusato Abyzov di aver sottratto allo stato 62 milioni di dollari, è stato creato nel 2011 e da quel momento è diventata la principale autorità investigativa federale e lavora principalmente come agenzia anti-corruzione ed è guidato dal fedelissimo del presidente Putin Alexander Ivanovich Bastrykin.

Nel maggio 2012, Abyzov era stato nominato ministro degli Affari pubblici, iniziativa definita “Open Government” dal Cremlino e il suo   incarico è durato sei anni incrementando il suolo di braccio destro e fedelissimo di  Dmitry Medvedev.

Abyzov è il secondo ex ministro a essere arrestato nelle operazioni congiunte tra Fsb e Comitato investigativo: a novembre del 2016 era toccato ad Alexei Ulyukayev, ex titolare dello Sviluppo economico.

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