Assocalzaturifici, segnali positivi per l’export

A trainare la crescita dell'export, il Medio Oriente e la Russia
Assocalzaturifici, segnali positivi per l’export
28 giugno 11:43 2017 Stampa

Crescita dell’1,9 percento in quantità e del 4,9 percento in valore. Sono i dati delle esportazioni italiane del settore calzaturiero nel primo trimestre 2017. Il bilancio è stato presentato all’assemblea annuale di Assocalzaturifici che si è tenuta alla Liuc, Università Carlo Cattaneo di Castellanza, in provincia di Varese, alla presenza del sottosegretario allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, e del rettore, Federico Visconti.

Segnali positivi e di recupero per il settore, anche se la ripresa non c’è ancora. A trainare la crescita dell’export, Russia e Medio Oriente: sono ancora i mercati con le migliori prospettive di crescita e recupero nei prossimi mesi. In Particolare il Medio Oriente ha registrato una crescita del +9% malgrado il trend ancora non favorevole di Arabia Saudita ed Emirati Arabi, l’area della Russia e della CSI è cresciuto del +25,8% in quantità e gli Stati Uniti che sono cresciuti dell’1,5% anche se ancora con un calo del 2,5 percento in valore.

“Quest’anno si è aperto all’insegna della stabilità pur senza risultati particolarmente brillanti, ma con deboli segnali positivi che non si registravano da tempo anche se è presto per parlare di ripresa”, ha detto il presidente di Assocalzaturifici, Annarita Pilotti. In particolare il saldo commerciale nei primi tre mesi è positivo per il 13% a 1.137 milioni di euro in valore grazie alla crescita dell’export, mentre le importazioni sono scese dell’8,2% in quantità e dello 0,9 in valore rispetto al primo trimestre del 2016.

I dati del 2016 parlano invece di “un anno non facile, in cui insieme allo scarso dinamismo del mercato interno ci sono state grandi difficoltà in importanti aree di sbocco come l’inversione di tendenza degli Stati Uniti con il calo del 5,4% in quantità mettendo fine ad una crescita durata sei anni, e la situazione critica in Russia – ha spiegato la Pilotti -. Siamo riusciti a limitare la flessione dei livelli produttivi all’1,9 percento in volume, l’export italiano è sceso dello 0,9 percento in quantità ma in valore abbiamo il +2,6 percento a 8,9 miliardi di euro”.

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Cecilia Valentini
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