Bashneft, la privatizzazione ora non conviene

Concordi sia Putin che Medvedev sulla necessità di rimandare l'operazione ad un futuro tutt'altro che vicino
Bashneft, la privatizzazione ora non conviene
23 agosto 15:02 2016 Stampa

Vladimir Putin e Dmetrij Medvedev concordano sulla necessità di rimandare “a tempo indeterminato” la privatizzazione della compagnia petrolifera Bashneft. Ancora pochi giorni fa fonti d’informazione molto autorevoli ( il ministro dell’economia Aleksej Uljukaev, ) davano per conclusa l’operazione ad un prezzo “ragionevole”. Il pacchetto di azioni societarie posseduto dallo stato ( 50,08%) sarebbe stato venduto per un controvalore di 297-316 mld di rubli ,a beneficio del Bilancio Federale dello Stato. Quella della Bashneft è la madre di tutte le privatizzazioni e certamente la più importante tra quelle schedulate per il 2016.

L’aspettativa di un prezzo petrolifero meno penalizzante ha determinato la decisione di soprassedere. A parere di molti esperti. infatti, è ragionevole puntare su un prezzo internazionale del petrolio più conveniente. Gli “addetti ai lavori” sostengono che il rinvio sia stato causato da scontri tra alcune compagnie pronte all’acquisto, nonché dalla posizione delle autorità della Repubblica della Bashkiria che controlla il pacchetto azionario della minoranza qualificata. Il primo vicepremier Igor’ Shuvalov ha dichiarato che il governo riesaminerà l’opportunità della privatizzazione di Bashneft dopo la vendita di un pacchetto minoritario delle azioni della compagnia Rosneft.

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Davide Lonardi
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Giornalista iscritto dall'Ordine Nazionale dal 2011, nutre una particolare passione per il mondo dell'editoria online. Collabora con diverse testate occupandosi anche di strategie di marketing e di personal branding sul web

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