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Berlino accusa: "Sulle sanzioni doppio gioco Usa" - eurasiatxeurasiatx

Berlino accusa: “Sulle sanzioni doppio gioco Usa”

Set 17, 2018 12:28 pm

Secondo la stampa tedesca gli Usa violano sistematicamente le sanzioni anti russe e il diritto internazionale

I media tedeschi accusano gli Stati Uniti di non rispettare le sanzioni. Si tratterebbe di presunti acquisti illegali di motori russi per missili americani e di pistole traumatiche “Osa”, in dotazione alla polizia statale dell’Arizona. Berlino è indignata: Washington dimentica volentieri le restrizioni anti-russe, quando questo è redditizio, ma quando si tratta degli interessi dell’Europa, allora torna a mostrarsi intransigente.

Affari nello spazio

L’azienda russa NPO Energomash rifornisce gli Stati Uniti di motori a razzo da oltre un quarto di secolo e attualmente gli americani stanno acquistando i modelli RD-180 e RD-181. Il primo è destinato ai missili Atlas V, che vengono prodotti dalla JV United Launch Alliance, di proprietà di Boeing e Lockheed Martin, e utilizzati per lanci militari, scientifici e commerciali.  Il secondo serve invece ad equipaggiare il razzo Antares, prodotto da Orbital ATK Aerospace e utilizzato principalmente per i lanci spaziali Cygnus.

Sebbene i motori russi vengano utilizzati anche per i lanci militari (come nel caso del Atlas V), le consegne vengono effettuate nel quadro della cooperazione bilaterale esistente tra i due Paesi nel settore spaziale.

Le sanzioni anti-russe, in realtà, proibivano la cooperazione con Energomash. Ma dal momento che gli americani non hanno ancora sviluppato propri motori per questi missili, il divieto è stato annullato. Come riporta l’agenzia di stampa RIA Novosti, l’anno scorso sono stati ordinati venti RD-180, alla fine di luglio altre sei, mentre a settembre è stato ricevuto un ordine da Orbital ATK per quattro RD-181. Le consegne sono previste per il 2021. Sono stati questi affari a suscitare lo scontento della Germania.

“La Casa Bianca mette sotto pressione l’Europa per chiedere l’attuazione delle sanzioni, ma si dimentica di farle applicare alle proprie aziende, mostrando che il profitto commerciale è superiore agli interessi politici, visto che lo sviluppo di un proprio razzo costerebbe tre miliardi di dollari” – scrive nella edizione tedesca di Handelsblatt il giornalista Andre Ballin.

Washington non ha ancora risposto alle affermazioni di Berlino. Mosca, dal canto suo, in estate aveva affermato che continuerà a rifornire gli Usa, se gli americani lo vorranno. “Ci aspettiamo che i negoziati con gli Stati Uniti andranno avanti. Nonostante le sanzioni, è necessario salvare le esportazioni di prodotti ad alta tecnologia”, ha detto il capo dello Dmitry Rogozin.

Gli esperti intervistati da RIA Novosti non vedono alcuna violazione nella fornitura di motori missilistici russi e considerano infondati i sospetti dei giornalisti tedeschi. “Ogni pacchetto di sanzioni anti-russe è un avvertimento importante: i divieti e le restrizioni non riguardano le relazioni russo-americane nel settore spaziale e alla cooperazione nella ISS. Gli Stati Uniti infatti ritengono che la collaborazione nello spazio sia intoccabile, visto che interessa direttamente la vita e la salute degli astronauti”, ha spiegato a RIA Novosti Pavel Luzin, esperto di politica spaziale.

Due anni fa, Orbital ATK è diventata una delle aziende che ha vinto i contratti della NASA per la consegna delle merci alla stazione spaziale ISS. Fino al 2024, la navicella spaziale di questa compagnia entrerà in orbita almeno sei volte ed è dunque molto probabile che la cooperazione russo-americana nello spazio continui a lungo.

“Gli acquisti dei razzi RD-180 per l’Atlas V, quindi destinati a missili americani sviluppati per scopi militari, invece riguardano direttamente la sicurezza degli Stati Uniti”, dice ancora Luzin .

Anche la Russia è interessata a mantenere la cooperazione con gli Usa nella sfera spaziale. I contratti americani costituiscono infatti le entrate principali per Energomash. Mosca è dunque pronta a continuare a lavorare con gli americani nel settore aeronautico. Un terzo del titanio esportato all’estero va a finire sul mercato americano. Boeing, ad esempio, utilizza da molti anni questo metallo per il rivestimento dei suoi aerei. In autunno, Boeing e l’azienda russa di titanio VSMPO-Avisma hanno in programma di aprire la seconda fabbrica di aeromobili in Russia per produrre stampi in titanio necessari per l’assemblaggio di aeromobili. Il primo stabilimento comune ha operato nella regione di Sverdlovsk per quasi dieci anni.

Gli ostacoli alla cooperazione nei settori dell’aerospaziale e dell’aeronautica potranno arrivare dunque non dalle sanzioni, ma dalle contromisure proposte dai deputati della Duma di Stato. Molti deputati ritengono infatti che la Russia dovrebbe essere la prima a rifiutarsi di fornire motori a razzo e titanio agli Stati Uniti, ma questo porterebbe un grave danno ai produttori nazionali. “La società VSMPO-Avisma, che non compare in nessuna lista di sanzioni, sarebbe la prima a essere colpita. Trovare un fornitore alternativo di titanio è molto più semplice che trovare un nuovo cliente”, ha detto Luzin.

Pistole russe per la polizia americana

Il malcontento dei media tedeschi è stato causato anche dalla possibile fornitura di armi da fuoco russe agli Stati Uniti. “Le pistole russe ‘Osa’ sono un’arma traumatica non letale, ma sono prodotte da Techmash, che è sotto le sanzioni occidentali”, riporta il giornalista Andre Ballin.

Tre anni fa le pistole “Osa” sono state date in dotazione alla polizia statale dell’Arizona. Le armi russe si sono mostrate all’altezza delle aspettative e l’anno scorso l’Arizona, dopo il primo periodo di prova, la polizia americana ha espresso il desiderio di espandere le forniture.

Le pistole Osa sono prodotte da un’impresa che non fa parte  della struttura di Techmash, il che significa che ufficialmente non sono sotto sanzioni. Ma la società è guidata da Gennady Bediev, che ha sviluppato la pistola traumatica presso l’Istituto di ricerca di chimica applicata, che invece appartiene a Techmash”, aggiunge Luzin.

Il direttore del programma del Consiglio russo per gli affari internazionali Ivan Timofeev ha spiegato a RIA Novosti che la legge “Contro i nemici dell’America attraverso le sanzioni” contiene una riserva. “Formalmente, le operazioni nel settore della difesa sono proibite, ma la legge prevede eccezioni”, ha specificato Timofeev.

Diritto internazionale contro le sanzioni

In questo scenario gli esperti prestano molta attenzione alle rivendicazioni della Germania. “Gli americani chiedono che l’Europa applichi le sanzioni, ma quando è redditizio per loro, allora sono i primi a violare la legge”, sottolinea un giornalista tedesco.

Anche se i sospetti di violazione della legge non sono confermati, il dibattito è interessante di per sé. “I media tedeschi attraverso la storia dei razzi hanno sollevato il tema dei rapporti difficili tra Berlino e Washington. Gli americani tengono sotto pressione l’Europa a causa del Nord Stream-2, provocando l’insoddisfazione delle imprese tedesche, evidentemente imporre sanzioni sul gasdotto è più facile che vietare la cooperazione russo-americana nello spazio” commenta Pavel Luzin.

Ivan Timofeev, dal canto suo, ritiene che le affermazioni della Germania verso gli Stati Uniti siano legittime. “Quando i tedeschi accusano gli Stati Uniti di violare le sanzioni, considerano le azioni degli americani dal punto di vista del diritto internazionale, secondo cui le sanzioni non possono essere imposte sulla base di interessi di concorrenza. E, nel caso di Nord Stream-2, le sanzioni sono usate solo per promuovere il gas americano in Europa”.

Oltre che per il gasdotto, gli Stati Uniti sarebbero insoddisfatti della cooperazione tecnico-militare della Russia con i loro alleati europei. Per convincerli ad abbandonare le forniture russe, Washington, come al solito, introduce sanzioni, pur senza negare che in queste restrizioni ci siano elementi di concorrenza. “Molti paesi hanno rapporti storici con la tecnologia militare russa, che è più economica, ma ci stiamo attrezzando per poterla abbandonare e poter acquistare attrezzature di fabbricazione americana” ha dichiarato il vice segretario di Stato Usa Andrea Thompson.

Ora la Casa Bianca cerca di convincere l’India e la Turchia a non comprare il sistema missilistico antiaereo S-400 dalla Russia. Tuttavia, se l’India non verrà punita per la cooperazione militare con Mosca, non ci saranno indulgenze per la Turchia.

“La Turchia non ha alcuna intenzione di rinunciare al sistema S-400 e dunque gli americani dovrebbero introdurre sanzioni per impedirglielo. Ma visto che la Turchia è membro chiave della Nato e i rapporti sono già difficili, gli Stati Uniti cercheranno di privilegiare strumenti diplomatici”, sostiene Luzin.

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