Bilancio UE: 365 miliardi alla Pac post 2020

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (2021-2027), la Commissione mette sul piatto della politica agricola 365 miliardi di euro. Proposta finale
Bilancio UE: 365 miliardi alla Pac post 2020
01 giugno 14:49 2018 Stampa

Con un bilancio di 365 miliardi di EUR, la Commissione Europea assicura che la PAC resterà “a prova di futuro”, sosterrà gli agricoltori e le comunità rurali, guiderà lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura dell’UE.

Agli Stati membri viene garantita maggiore flessibilità e responsabilità per scegliere come e dove investire i propri finanziamenti PAC rendendoli responsabili del sostegno mirato al reddito degli agricoltori.

Le 4 principali caratteristiche della proposta finale avanzata dalla Commissione per la PAC possono essere riassunte nel seguente schema:

1. Un nuovo metodo di lavoro. Gli Stati membri godranno di una maggiore flessibilità per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle dotazioni loro assegnate e potranno progettare programmi su misura che rispondano più efficacemente alle preoccupazioni degli agricoltori e delle comunità rurali in senso ampio. Gli Stati membri avranno anche la possibilità di trasferire fino al 15% delle proprie dotazioni PAC dai pagamenti diretti allo sviluppo rurale e viceversa, per assicurare il finanziamento delle proprie priorità e misure. Saranno assicurate condizioni di parità tra gli Stati membri attraverso piani strategici definiti per l’intero periodo, che stabiliscano le modalità con cui ciascuno Stato membro intende conseguire nove obiettivi economici, ambientali e sociali a livello dell’UE.

2. Una politica più equa mediante un sostegno più mirato. I pagamenti diretti rimarranno una componente essenziale della politica, assicurandone la stabilità e la prevedibilità per gli agricoltori. Sarà data priorità al sostegno delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni, che costituiscono la maggioranza nel settore agricolo dell’UE, e agli aiuti ai giovani agricoltori.

I pagamenti diretti agli agricoltori saranno ridotti a partire da 60 000 € e limitati a 100 000 € per azienda agricola. Si terrà debitamente conto del costo del lavoro. In questo modo si assicura una distribuzione più equa dei pagamenti.Le aziende agricole di piccole e medie dimensioni riceveranno un sostegno più elevato per ettaro. I paesi dovranno accantonare almeno il 2% della dotazione per pagamenti diretti per aiutare i giovani agricoltori ad avviare la propria attività.

3. Ambizioni più elevate in materia di ambiente e di azione per il clima.  Il sostegno al reddito degli agricoltori dipende già dall’attuazione di pratiche rispettose dell’ambiente e del clima e la nuova PAC richiederà agli agricoltori di conseguire obiettivi più ambiziosi: i pagamenti diretti saranno subordinati a requisiti ambientali e climatici più rigorosi; ciascuno Stato membro dovrà offrire regimi ecologici che aiuteranno gli agricoltori ad andare oltre i requisiti obbligatori e che saranno finanziati con una quota delle dotazioni nazionali per i pagamenti diretti; almeno il 30% di ciascuna dotazione nazionale per lo sviluppo rurale sarà dedicata alle misure ambientali e climatiche; il 40% del bilancio complessivo della PAC dovrebbe contribuire all’azione per il clima; oltre alla possibilità di trasferire il 15% delle dotazioni tra i pilastri, gli Stati membri avranno anche la possibilità di trasferire un ulteriore 15% dal pilastro 1 al pilastro 2 per le spese relative alle misure climatiche e ambientali (senza cofinanziamento nazionale).

4. Maggiore utilizzo di conoscenze e innovazioni. Quanto alle tecnologie e delle innovazioni più recenti, la Commissione mette a disposizione un bilancio di 10 miliardi di € nell’ambito del programma di ricerca dell’UE Orizzonte Europa destinati a progetti di ricerca e innovazione nel settore dell’alimentazione, dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della bioeconomia;

promuove la digitalizzazione della vita rurale, ad esempio ampliando l’accesso alla banda larga nelle regioni rurali, migliorando così la qualità della vita in queste regioni e contribuendo ulteriormente alla competitività della produzione agricola europea.

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