Calzature, la Russia contro i falsi e la scarsa qualità

Al vaglio del governo, due proposte avanzate dal'Unione delle concerie e calzaturifici e dal Ministero dell’Industria e del Commercio
Calzature, la Russia contro i falsi e la scarsa qualità
13 settembre 09:48 2017 Stampa

La Russia è chiamata a decidere. Due sono le proposte attualmente al vaglio del governo russo sul tema delle calzature. L’introduzione di un dazio sull’import di scarpe di basse qualità e l’etichettatura per le scarpe.

Alexander Andrunakievich, capo dell’Unione delle concerie e calzaturifici russi, ha avanzato la proposta di introdurre una tassa sulle scarpe di bassa qualità. L’obiettivo è combattere l’import di scarpe di scarsa qualità, a suo dire per lo più di provenienza cinese. Secondo Andrunakievich circa l’80% delle scarpe vendute in Russia sono importate e il 65% di queste viene prodotto con materiali sintetici di scarsa qualità ad un prezzo di 4,5 dollari al paio.

Il Ministero dell’Industria e del Commercio della Russia ha inoltre proposto la marcatura delle scarpe per combattere il mercato nero, come già avviene per il settore della pellicceria. Questa particolare proposta ha scatenato il dibattito tra gli operatori calzaturieri russi, che hanno evidenziato le differenze con le pellicce: per queste ultime sono state introdotte 8 milioni di etichette mentre per le scarpe è stimato un numero ben maggiore che comprenda i chip per le scarpe vendute (400-600 milioni di paia l’anno), quelle invendute (300-400 milioni) e quelle in produzione-distribuzione (200 milioni).

Cecilia Valentini

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