Centinaio cita tutti. La Russia no.

Attenzione al Mercosur, alla Fao, all’Ifad, al Wto, alla Cina e ai Paesi Meno Avanzati che beneficiano del trattamento Eba (Everthing But Arms). Nessun riferimento al mercato eurasiatico e russo
Centinaio cita tutti. La Russia no.
10 luglio 14:05 2018 Stampa

 

Il neo ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio (Lega Nord), nella prima audizione parlamentare ( IX Commissione Senato, XIII Camera) ha tracciato il grande solco che caratterizzerà l’agricoltura italiana durante la sua permanenza al Ministero di via XX Settembre.

Per quanto attiene la valorizzazione del Made in Italy sul mercato internazionale, Centinaio ha puntato i riflettori su due dati.

Primo dato: il Made in Italy agroalimentare nel suo complesso rappresenta uno dei motori dell’economia nazionale, attivando a livello di sistema circa il 17% del Pil nazionale.

Secondo dato: l’export rappresenta una voce fondamentale, nel 2017 si sono registrati 41 miliardi di euro di vendite all’estero.

Però l’Italia deve fare di più.

“Sono circa 900 le indicazioni geografiche protette italiane relative a cibi e vini, nessun altro Paese al mondo può vantare un patrimonio simile”, ha scandito Centinaio.  Si tratta di un valore non solo commerciale, ma identitario, culturale. Dobbiamo fare i conti anche con la necessità di ampliare la capacità dei prodotti Dop e Igp di guardare al mercato, di conquistare nuovi spazi, tenuto conto che nel cibo i primi 10 prodotti rappresentano ancora oltre l’80% del fatturato complessivo.

Qui compare il tema “promozione” in Italia e all’estero.

Che fare? L’indicazione di Centinaio è duplice ma non innnovativa:

“A livello nazionale intendo garantire uno spazio adeguato a questi prodotti nelle principali fiere di settore e una visibilità importante con campagne di comunicazione e promozione, anche attraverso rapporti consolidati con la Rai”; “sul fronte estero non c’è dubbio che si debba migliorare nel vendere l’Italia in tutte le sue sfaccettature. Fino a oggi siamo andati fuori troppo divisi, lasciando ad altri Paesi limitrofi e ad altri competitor spazi enormi.

Centinaio ha poi chiamato per nome mercati, istituzioni e programmi, dalla Pac all’Eba. Nessun accenno all’eurasia.

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