Centro Studi Confindustria, le previsioni sulla Russia

Contrazione dell'economia nel 2016 a ritmi via via più contenuti
Centro Studi Confindustria, le previsioni sulla Russia
15 dicembre 15:06 2016 Stampa

Nel 2016 il Pil della Federazione Russa ha registrato un calo dello 0,8 percento rispetto allo scorso anno. Le stime per il 2017 prevedono una crescita dello 0,7 percento, cifra che potrebbe crescere nel 2018 fino a raggiungere un +1,4 percento. Sono gli ultimi scenari economici (nuovi rispetto a quelli di settembre) proposti dal Centro Studi Confindustria.

L’economia russa, secondo i dati del Centro, si è contratta per i primi tre trimestri dell’anno, ma ad un ritmo via via più contenuto: -1,2% nel primo, -0,6% nel secondo e infine dello 0,4% nel terzo. L’aumento dei prezzi del petrolio e l’apprezzamento del rublo hanno certamente contribuito, spiega il CSC, all’attenuazione della recessione.

Il CSC fotografa inoltre una situazione in cui la Russia continua a risentire delle sanzioni imposte dall’Ue, che verranno riesaminate nel mese di febbraio 2017, quando scadrà il rinnovo di sei mesi deciso a luglio di quest’anno. Il CSC analizza i due diversi scenari futuri. Il primo guarda gli eventi delle ultime settimane, come le elezioni di Trump negli Stati Uniti e le crescenti voci europee che chiedono una distensione dei rapporti con Mosca (a cominciare dal candidato presidente Fillon in Francia) che rendono plausibile la rimozione delle sanzioni. Al contrario, in caso del loro prolungamento, la Federazione rafforzerebbe la stategia della import substitution, per la quale si vieta l’importazione di beni occidentali sostituendoli con merci e servizi nazionali. Questo secondo scenario di certo renderebbe ancora più difficili i rapporti economici con i Paesi occcidentali, compromenttendo il commercio con i partner come l’Italia.

Print this entry

  Article "tagged" as:
  Categories:
view more articles

About Article Author

Cecilia Valentini
Cecilia Valentini

View More Articles