Cina pensa a maxiacquedotto dal lago di Baikal al Gansu

Un'infrastruttura per rifornire il Nord assetato
Cina pensa a maxiacquedotto dal lago di Baikal al Gansu
07 marzo 11:38 2017 Stampa

La Cina sta considerando l’ipotesi di costruire una grandee acquedotto che trasporti acqua dal lago di Baikal, in Siberia russa, nella parte nord-occidentale del paese, molto povera di risorse idriche. Lo racconta oggi il Guardian.

La proposta è stata presentata dagli amministratori della città di Lanzhou, capitale della provincia del Gansu, che soffre endemicamente di carenza d’acqua. Il tracciato sarebbe di circa 1.000 km.

Lo scorso anno il Gansu ha registrato precipitazioni per soli 380 mm e la sua economia ha subito forti contraccolpi per la siccità.

La Cina ha il 20 per cento della polazione mondiale, ma solo il 7 per cento delle risorse idriche. Le stime di Pechino dicono che molte città della Cina settentrionale potrebbero restare a corto d’acqua nel 2020.

Lo scorso anno il ministro dell’Agricoltura russo Alexander Tkachev ha ventilato l’ipotesi d’inviare acqua attraverso il Kazakistan al Xinjiang, la regione più nordoccidentale della Cina. Esperti russi alla Tass hanno suggerito che quello dell’acqua “potrebbe essere una promettente area di esportazioni della Russia”.

I grandi progetti idrici sono sempre stati uno dei grandi elementi di sviluppo della Cina lungo tutta la sua storia, a partire dal Gran Canale, costruito tra il 605 e il 611.

Nel 2014 Pechino ha inaugurato una delle più grandi opere idriche della storia, la Diversione idrica Sud-Nord, un sistema di canali e riserve già pensato dal primo leader della Cina comunista Mao Zedong, per dirottare l’acqua dalla parte meridionale a quella settentrionale della Cina.

Eurasiatx/Askanews

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Nicole Volpe
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