Cioccolato “svizzero” di Yaroslav: il Fas multa Meeting e costringe l’azienda a “ristabilire la verità”

Il cioccolato svizzero, per essere svizzero, deve venire dalla Svizzera
Cioccolato “svizzero” di Yaroslav: il Fas multa Meeting e costringe l’azienda a “ristabilire la verità”
22 giugno 11:58 2018 Stampa

Il Servizio monopoli federale (FAS) ha intentato una causa contro il produttore russo di cioccolato “Meeting”. L’accusa: nel confezionamento del prodotto l’azienda ha utilizzato la denominazione “cioccolato svizzero” con l’aggravante della specificazione “originale svizzero”.

Il Servizio ha accusato l’Azienda di avere indotto in errore i consumatori circa il luogo di produzione: la fabbrica è russa e lo stabilimento si trova nella regione di Yaroslavl. Tre le accuse specifiche: “La società ha utilizzato la denominazione “cioccolato svizzero” ha asserito l’esistenza di un controllo validante “Le controle du chocolat de la Suisse”, ha asserito il falso dichiarando in etichetta “originale svizzero” (“Swiss originale”).

Inoltre il FAS ha contestato la correttezza cromatica dell’incartamento che riproduce la bandiera della Confederazione svizzera nella sua combinazione di colori. Tutto ciò ha ingannato i consumatori. Il FAS Russia ha aperto il contenzioso sulla base di una istanza presentata da un’associazione di produttori di cioccolato svizzero Shokosviss (Chocosuisse).

“Meeting” ha immediatamente sospeso l’utilizzo dell’immagine ma non ha poruto interrompere gli atti con cui il Fas l’accusa di violare leggi esistenti.

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