Corte dei conti europea: i conti non tornano

Il regime di pagamento per gli agricoltori ha un impatto modesto su semplificazione, indirizzamento e convergenza dei livelli di aiuto
Corte dei conti europea: i conti non tornano
16 marzo 14:00 2018 Stampa

 

La Corte dei conti europea ha reso nota la propria valutazione sul regime di pagamento di base per gli agricoltori.

La relazione ha evidenziato che il nuovo regime, introdotto nel 2015, si è dimostrato uno strumento debole per quanto riguarda la semplificazione, l’indirizzamento e la convergenza dei livelli di aiuto: ha introdotto notevoli oneri burocratici per le autorità nazionali, i cui sistemi di controllo hanno, peraltro, evitato l’assegnazione di diritti inficiati da errori rilevanti. I calcoli sono stati imprecisi, o sono stati effettuati solo a titolo provvisorio o sulla base di stime, con particolari difficoltà riscontrate da alcuni organismi pagatori. Non sempre le indicazioni e i chiarimenti della Commissione hanno impedito una cattiva applicazione della normativa da parte degli Stati membri.

L’obiettivo di semplificazione che la PAC del 2013 si poneva, non è stato quindi raggiunto  consentendo, per di più, che a beneficiare degli aiuti fossero anche soggetti che non svolgevano l’attività di agricoltore per vivere.

La Corte richiede di analizzare i fattori che incidono sul reddito per tutti i gruppi di agricoltori, di analizzare le loro esigenze di sostegno al reddito ed il valore dei beni pubblici forniti dagli stessi, nonché di collegare, sin dall’inizio, le misure proposte ad obiettivi operativi appropriati e a valori di partenza idonei rispetto ai quali sia possibile comparare la performance del sostegno finanziario.

 

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