Corte dei Conti: Evasione web, lo Stato non ce la fa

Elusione digitale fenomeno sfuggente. Dichiarazione di impotenza dalla magistratura contabile
Corte dei Conti: Evasione web, lo Stato non ce la fa
11 giugno 09:43 2018 Stampa

 

 

Evasione ed elusione fiscale dell’ economia digitale sono fenomeni che sfuggono ai consueti sistemi di misurazione e di controllo. Per questo richiedono l’ adozione di strumenti ad hoc  “tipici nell’ambito delle investigazioni criminali”.

Lo dice la Corte dei Conti rilevando, nella relazione su “E-commerce e sistema fiscale”, la necessità di “un’ampia rimodulazione della normativa”.

Le imprese digitali riescono infatti a portare avanti la loro attività “a prescindere dalla presenza di una stabile organizzazione in un Paese, intrattenendo relazioni con i consumatori e gli utenti attraverso siti web o altri strumenti digitali”. Per di più, “anche quando tali imprese stabiliscono una stabile organizzazione in una giurisdizione, le opportunità offerte dalla tecnologia facilitano l’adozione di strutture idonee a minimizzarne la presenza tassabile in un Paese, attraverso una allocazione delle funzioni, dei rischi e delle attività che non riflette la sostanza economica delle operazioni svolte”.

Da qui la necessità di un’offensiva più specifica che deve partire dalla mappatura del fenomeno, fino ad arrivare all’adozione di strumenti più efficaci di penetrazione di gestione dei dati, con una stretta collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza in Italia e tra enti sovranazionali a livello globale.

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