Cosa c’è nel carrello della spesa

Spesa media a 1057 rubli. Il pane entra nell’84% dei carrelli, latte e prodotti caseari nell’80% le uova nel 73%. Solo il 57% dei russi acquistano salsicce e prodotti a base di carni. Davanti al pesce il carrello tira dritto: solo il 29% dei russi lo acquista.
Cosa c’è nel carrello della spesa
05 novembre 11:44 2018 Stampa

A fare i conti in tasca e sbirciare nel carrello della spesa dei russi ci ha pensato l’Institute of Public Opinion Anketolog, controllando un campione di 1286 acquirenti dal 26 al 28 ottobre, il 55% donne, suddivisi per fasce d’età e distretti di residenza. Ma del campione parleremo dopo.

L’indagine offre uno spaccato interessante sulle nuove tendenze alimentari, schiacciate tra volubilità del rublo e aumento del costo dei generi di prima necessità (pane sopra tutti).

Secondo lo studio la maggior parte dei russi non acquista prodotti “rincarati” che prima costituivano la base del paniere del consumatore, ad esempio pasta e pane. il 53% degli intervistati ha iniziato a comprare meno pesce e il 49% lascia sugli scaffali il formaggio insieme alla carne (47% degli acquisti in meno).

Il consumatore ha iniziato a scegliere prodotti di segmento di prezzo inferiori anche per prodotti a prezzi “accessibili”: il 21% degli intervistati è passato a pane meno costoso, tè e maccheroni economici (37%), frutta a misura di borsellino (35%). A risentirne di più è la pasticceria, il caffè e il pesce: la prima è presente solo nel 36% dei carrelli mentre il caffè nel 37%.

La maggior parte degli intervistati (60%) acquista prodotti presso il negozio di alimentari che offrono promozioni mentre un altro 28% acquista prodotti solo se scontati. Solo l’1% degli intervistati non presta attenzione agli sconti e ai “cartellini gialli” delle offerte speciali.

Nei carrelli è presente il pane (84%), latte e prodotti caseari (80%), uova (73%), verdure (71%), pasta (69%), cereali (67%). Solo uno su due contiene carne e neanche uno su tre pesce.

In valore medio degli scontrini della spesa à di 1057 rubli con una oscillazione che vede il Distretto Federale del Volga fermo a 853 rubli e il Distretto Federale dell’Estremo Oriente in vetta a 1.542 rubli, superiore del 50% rispetto alla media nazionale. E se il pane diventa ancora più costoso?

La maggior parte dei russi non è pronta a ridurre il consumo di pane, se il suo prezzo non aumenterà oltre il  10% rispetto al prezzo attuale ma se il prezzo aumentasse del 30% il 23% degli intervistati rinuncerà completamente al pane.

L’Institute of Public Opinion Anketolog ha realizzato le interviste dal 26 al 28 ottobre suddividendole per fasce d’età: 18-30 anni – 24%, 31-45 anni – 35%, 46-55 anni – 23%, più di 55 anni – 18% e per residenza. Il campione  apparteneva per il 28% al Distretto Federale Centrale, per lì11% al Distretto Federale Nord-Ovest; l’ 11% risiede nel Distretto Federale Meridionale, il 5% nel Distretto Federale Nord Caucasico. Il Distretto Federale del Volga ha pesato per il 19% delle risposte, quello degli Ural per il 9%. SFO – 14%, Il Distretto Federale dell’Estremo Oriente, quello con il più alto indice di spesa-media, vale l 14% del campione utilizzato dall’Istituto.

 

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