Crimea, gli italiani oltre le sanzioni

Italia sarà Paese ospite d'onore al prossimo Forum Economico di Yalta
Crimea, gli italiani oltre le sanzioni
18 ottobre 10:37 2016 Stampa

Un albergo a cinque stelle a Simferopoli, uno stabilimento per la produzione di carne di tacchino, la produzione di un vino italo-crimeano e un villaggio italiano. Questi i protocolli d’intesa firmati durante la missione della delegazione di imprenditori e politici italiani conclusasi domenica in Crimea.
Gli italiani dunque sono pronti a investire nella penisola nonostante le sanzioni. Anche per questo motivo, il Belpaese sarà ospite d’onore al prossimo Forum Economico Internazionale di Yalta (aprile 2017), dove si passerà dalle parole ai fatti. “La delegazione italiana ha già prenotato 50 posti – ha detto il presidente del Forum, Andrei Nazarov -. Contiamo in quella sede di arrivare a stilare contratti concreti”.

Durante la visita in Crimea, organizzata dal governo della penisola e dal Forum di Yalta, la delegazione ha fatto tappa a Simferopoli, Sebastopoli e Yalta. Qui si sono discussi alcuni progetti comuni che potrebbero essere realizzati nei prossimi mesi. Progetti che testimoniano la volontà del business italiano di continuare ad investire sul territorio russo, nonostante le difficoltà e il clima teso a livello internazionale e politico. Progetti in linea con la politica della import substitution promossa dalla Federazione in risposta alle sanzioni Ue.

“È il momento giusto per investire sul nostro territorio – ha detto Olga Plenkina, direttrice di Invest-Alko durante l’incontro con gli imprenditori italiani presso le storiche cantine Massandra -. Posso dire che in Crimea sono già arrivati investimenti europei“. In particolare, da parte tedesca sono già pronti 250 milioni di euro per il settore del turismo. Ma anche i francesi e gli spagnoli si sono detti interessati, soprattutto nel settore della viticoltura, forte in Crimea per il clima e per la tradizione che la contraddistingue. “Non è un segreto che la migliore tecnologia per la produzione del vino è quella italiana – ha detto la direttrice di Massandra, Yanina Pavlenko -. Mi dispiace per le sanzioni, ma quel che non ci uccide ci rende più forti”.

Print this entry

view more articles

About Article Author

Cecilia Valentini
Cecilia Valentini

View More Articles