Domani il referendum macedone che può aprire porte Ue e Nato

Gli Usa accusano Mosca di tentare di influenzare il voto
Domani il referendum macedone che può aprire porte Ue e Nato
28 settembre 14:09 2018 Stampa

 

Gli elettori macedoni sono chiamati domani a dire se accettano che il loro Paese diventi la “Repubblica di Macedonia del Nord”, soluzione che promette di risolvere una disputa lunga trent’anni con la Grecia e aprire le porte dell’Ue e della Nato per la piccola repubblica balcanica. Prospettiva invisa alla Russia sospettata e apertamente accusata dagli Stati Uniti di tentare di influire sul voto di domenica.

L’iter per arrivare a una vera soluzione sul nome della repubblica ex jugoslava si annuncia lungo. Atene contesta alla piccola repubblica da 2,1 milioni di abitanti (che ha dichiarato l’indipendenza dalla Jugoslavia nel 1991 )il diritto di chiamarsi “Macedonia”, rivendicando il nome come esclusiva della sua provincia settentrionale di cui Salonicco è il capoluogo. Per la Grecia chiedere di ‘doppiare’ il nome per indicare la vicina repubblica slava equivale a una usurpazione culturale. Il timore di Atene, poi, è stato a lungo quello di future rivendicazioni territoriali, dato che la Macedonia storica includeva anche aree divenute parti di Serbia, Albania e Bulgaria. L’accordo sottoposto a referendum è stato siglato lo scorso giugno tra il premier di Skopje Zoran Zaev – fautore di una accelerazione dei negoziati per trovare un compromesso e ripartire nel cammino verso Ue e Nato – e il collega greco Alexis Tsipras. Se ratificato, per Skopje ripartirà il processo di integrazione europea arenato da oltre un decennio e si apriranno le porte dell’Alleanza. Il referendum ha valore consultivo e, se approvato, dovrà essere validato dal Parlamento macedone con maggioranza dei due terzi (di cui non dispone la coalizione al potere, composta da social-democratici e partiti della minoranza albanese, che costituisce tra il 20 e il 25% della popolazione

Le urne saranno aperte domenica dalle 7 alle 19, alla presenza di 500 scrutatori stranieri.

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