Domenica Moldova al voto, le presidenziali divise tra Russia e Ue

Campagna polarizzata tra schieramenti. In testa filo-Mosca Dodon
Domenica Moldova al voto, le presidenziali divise tra Russia e Ue
28 October 12:39 2016 Print This Article

Le elezioni presidenziali di domenica in Moldova segnano il culmine dello scontro tra le due anime del Paese: quella che vuole un riavvicinamento a Mosca e quella che invece guarda all’Unione europea per il futuro. Un duello che ha costellato tutta la campagna elettorale delle prime elezioni dirette dal 1997. Gli elettori moldavi, infatti, sceglieranno direttamente il loro capo di stato.

Le presidenziali, inoltre, intendono mettere fine alle proteste di piazza e all’instabilità politica che regnano nel Paese per la dilagante crisi, i livelli di povertà e soprattutto dopo la misteriosa sparizione di 915 milioni di euro, l’equivalente del 10% del Pil moldavo, da tre banche lo scorso anno.

I candidati alle presidenziali, in tutto 9, sono divisi tra pro-Russia e filo-Ue. Quest’ultimo fronte, però, ha perso slancio nell’ultimo periodo, ha ammesso lo stesso capo della missione Ue in Moldova, Pirkka Tapiola, secondo cui il precedente 70% di moldavi che sostenevano il cammino Ue dopo la firma dell’accordo di associazione nel 2014 è notevolmente diminuito a causa delle fallimentari riforme dei governi filo-occidentali.

“Il fatto che si sono avvicendati diversi governi che si sono autodefiniti pro-europei ha avuto un peso sulla popolarità del progetto europeo”, ha spiegato Tapiola.

Il candidato alla presidenza del partito Socialista, Igor Dodon, per esempio, ha denunciato in campagna elettorale la necessità di cambiare verso e allontanarsi da Bruxelles: “Cosa abbiamo ricevuto dall’Europa? Niente”, ha dichiarato l’ex ministro dell’Economia (2006-2009) che è in testa nei sondaggi (con il 27% nell’ultima rilevazione 6-16 ottobre del Bop). Dodon ha promesso di “ristabilire una partnership strategica con la Russia” e di voler invalidare la parte economica dell’accordo di associazione con l’Ue. “Non sono contro l’Ue”, ha, però, sottolineato, dichiarando che alcune riforme chieste da Bruxelles come quella del sistema giudiziario, sono nell’interesse della Moldova.

La candidata Maia Sandu, che segue Dodon nei sondaggi, sostiene invece il fronte opposto: “Sosteniamo l’integrazione europea perché nell’Ue vediamo la vera democrazia e la prosperità per i lavoratori”. Sandu, ex ministro dell’Istruzione ha lavorato anche nella Banca Mondiale, è consapevole che le autorità di Chisinau dovranno convincere “i moldavi e i partner europei della loro sincerità” prima di stabilire i prossimi passi del possibile accesso del Paese all’Ue.

E in questo scenario di divisione politica, anche gli elettori del piccolo Paese di poco più di tre milioni di abitanti, sembrano altrettanto polarizzati. “La Moldova deve entrare nell’Ue”, ha dichiarato il 66enne operaio edile Mihai Scutelnic aggiungendo che “prima dobbiamo mettere a posto il Paese. Per il quasi coetaneo Ion Badii, invece, il passato comunista del Paese e i legami con la Russia sono più interessanti: “E’ meglio avere relazioni forti con Mosca perché l’Ue non ha bisogno dei nostri prodotti”.

Un altro tema della campagna elettorale è stato quello della riunificazione con la Romania e dell’indipendenza della Transdnistria. Sul primo fronte nelle scorse settimane i movimenti annessionisti hanno sfilato a Bucarest chiedendo che venga messa in piedi una strategia per l’unificazione Romania-Moldova.

E infine nelle elezioni moldave conterà anche il voto della regione separatista della Transdnistria, da sempre vicina al Cremlino dopo l’indipendenza di Chisinau dall’ex Unione sovietica. L’importanza della Russia e del russo, in Moldova, è testimoniato dal fatto che quasi un terzo delle schede elettorali sono state stampate in lingua russa.

Si vota nella sola giornata di domenica dalle 7:00 alle 21:00 ora locale (6:00-20:00 in Italia). Per essere valide dovrà votare almeno un terzo degli aventi diritto. Se nessun candidato otterrà il 50% dei voti il secondo turno si svolgerà il 13 novembre. Per il ballottaggio non è stabilito un numero minimo di votanti.

Eurasiatx/Askanews

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Cecilia Valentini
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