Elezioni del 4 marzo: 42 osservatori OSCE in Italia

La democrazia non ha prezzo. Le interferenze (russe) sono tante e l’Ocse sbarca a Roma con una delegazione composta di 42 osservatori internazionali che nella Conferenza stampa del “day after”, il 5 marzo, emetterà il primo verdetto
Elezioni del 4 marzo: 42 osservatori OSCE in Italia
21 febbraio 18:00 2018 Stampa

Quarantadue osservatori internazionali dell’Assemblea parlamentare dell´OSCE – tra i quali 33 parlamentari di 32 Paesi – saranno in Italia il 4 marzo per seguire il corretto svolgimento delle elezioni legislative.

Una composizione tanto nutrita di osservatori “neutrali” non era stata organizzata nemmeno per il Tagikistn e la Turchia, dove pure l’Ocse aveva estratto il cartellino rosso per 2 milioni e 500 mila voti giudicati “irregolari”. La missione sarà guidata dalla parlamentare svedese, e vicepresidente di OSCE Pa, Margareta Cederfelt, che negli ultimi dieci anni ha già supervisionato una trentina di elezioni in altrettanti dei 57 Paesi dell’Osce ed ha guidato anche la delegazione ad Ankara all’Hotel Hilton e in Tajikstan all’Hotel Serena.

La missione, precisa un comunicato diffuso dall’Assemblea parlamentare dell’OSCE, avviene sulla base di “un invito ufficiale formulato dal Governo italiano nel gennaio 2018”.

A elezioni concluse, il 5 marzo, la Cederfelt terrà una conferenza stampa in cui anticiperà le tesi che poi verranno formalizzate in un Rapporto Finale ( formato standard: quello turco di 36 pagine, quello del Tajikstan di 28).

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) è nata nel 1961 come Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE) per affrontare, attraverso la ricerca di una stretta cooperazione tra l’Est e l’Ovest, le molteplici cause di instabilità in Europa e favorire la sicurezza del continente.

Margareta Cederfelt (Svezia) è stata eletta Vicepresidente dell’OSCE in occasione della 26a sessione annuale a Minsk e ha guidato delegazioni di osservazione elettorale dell’OSCE in Tagikistan, Turchia e Montenegro.

Il bilancio dell’OCSE per il 2016 è stato di circa 370 milioni di euro. L’Italia è il sesto paese contributore, dopo USA Giappone, Germania, Francia e Regno Unito, con una quota statutaria intorno al 4,2%.

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