Ema, l’agenzia del farmaco  ad Amsterdam

Il progetto Salus With Italy per l'interscambio medicale tra Italia e Russia perde il miglior motore d'avviamento possibile. Decisione presa per sorteggio, tramite monetina
Ema, l’agenzia del farmaco  ad Amsterdam
21 novembre 10:48 2017 Stampa

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA )  che protegge e promuove la salute dei cittadini e degli animali valutando e monitorando i medicinali all’interno dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, non avrà sede in Italia. La perdita diretta per la mancata assegnazione della sede è stimata in 1,5 miliardi di euro.

Più difficile stimare la perdita indiretta per l’Italia, che proprio nel comparto farmaceutico ha un polo produttivo di assoluta e riconosciuta vitalità.

Le imprese che producono farmaci si rivolgono all’EMA per ricevere l’autorizzazione all’immissione in commercio unica, che viene rilasciata dalla Commissione europea. Quando l’autorizzazione viene rilasciata consente l’immissione in commercio del medicinale interessato nell’intero territorio dell’UE e del SEE.

Inoltre Ema si occupa anche di monitorare la sicurezza dei medicinali durante il loro intero arco di vita. In particolare ne garantisce la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza.

L’agenzia del farmaco conta circa 600 persone alle sue dipendenze. Questo significa, in primis, che 600 famiglie dovranno trasferirsi determinando un primo impatto economico e sociale sulla città prescelta, Amsterdam.
Ma l’EMA è un punto di riferimento anche per il mercato unico dei medicinali e catalizzatore della ricerca biomedica, fattore che inevitabilmente provocherà una forte attrazione di investimenti sul territorio. Inoltre, la sede dell’EMA avrà un rapporto diretto con molti fornitori necessari al suo mantenimento.

Il modello sanitario della Federazione Russa sta  mutuando molto da quello italiano. Anche il mercato unico del farmaco nei cinque Paesi che aderiscono alla Comunità economica eurasiatica avrebbe con più facilità dialogato con Milano, anziché Amsterdam.

A Milano hanno sede le prime, ma forse le più importanti infrastrutture ospedaliere che offrono assistenza medica ai cittadini russi, cercando di erodere un mercato che fino a oggi guarda prevalentemente alla Germania per  un export di servizi richiesti valutati 1 miliardo e 200 milioni l’anno.

Proprio per contrastare questa scelta unilaterale verso la Germania, Milano ha messo in campo numerose iniziative finalizzate ad attrarre l’attenzione dei medici, dei pazienti e delle autorità russe. Quest’anno ha preso il via la prima rassegna fieristica dedicata al turismo medicale. Numerose anche le società che intermediano la domanda e l’offerta di prestazioni altamente specializzate.

La scelta finale di Amsterdam non interrompe affatto la strategia della penetrazione dell’Italia nel mercato russo che trova proprio nell’offerta formativa e nelle prestazioni di cura la piattaforma base della valorizzazione sanitaria italiana, presa a modello ma per nulla conosciuta (e pertanto riconosciuta) in Russia. Di certo, però, non l’agevola.

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