Embargo, distrutte 16mila tonnellate di cibo

Lug 27, 2017 10:00 am

Lo ha annunciato l’Autorità di vigilanza dell’agricoltura statale

Negli ultimi due anni la Russia ha distrutto più di 16mila tonnellate di cibo. Sono questi gli effetti dell’embargo imposto dal Cremlino verso i prodotti agroalimentari stranieri. Lo ha reso noto martedì scorso l‘Autorità di vigilanza dell’agricoltura statale.

I dati sull’immenso spreco di cibo causato dall’embargo sono stati pubblicati anche da Rosselkhoznadzor, il servizio federale russo di sorveglianza veterinaria e fitosanitaria. Sul proprio sito, infatti, l’ente ha scritto che fino al 24 luglio scorso sono state distrutte circa 16.131 tonnellate di frutta e verdura, insieme a 474 tonnellate di prodotti di bestiame.

L’embargo imposto dalla Russia ha radici profonde. E’ stato introdotto nel 2014, impedendo a Unione Europea, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda e Australia di esportare prodotti agroalimentari nei territori della Federazione. Questa decisione è stata una risposta diretta alle sanzioni imposte alla Russia dall’occidente a seguito della sua annessione alla Crimea.

Negli 2015, il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato la distruzione di tutti gli alimenti provenienti dai Paesi inseriti nella “lista nera” di Mosca. Circa un anno fa, ad agosto 2016, la stessa Rosselkhoznadzor aveva annunciato che le autorità russe avevano eliminato oltre 7.500 tonnellate di cibo, di cui 7.282 tonnellate di alimenti di origine vegetale e di 228,6 tonnellate di prodotti di origine animale.

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