Energia pulita dagli scarti del vino

Università Ca’ Foscari presenta a Vinitaly prima cellula fotovoltaica dai residui della vinificazione
Energia pulita dagli scarti del vino
09 aprile 15:14 2019 Stampa

Al Vinitaly di Verona viene presentata la prima innovazione energetica all’insegna della sostenibilità vitivinicola: una cella fotovoltaica realizzata con i residui della vinificazione in grado di produrre energia rinnovabile recuperando lo scarto di produzione e trasformandolo in una risorsa “green”.
I prototipi di queste celle solari fotovoltaiche a colorante organico derivante dalla feccia della vinificazione sono stati sviluppati nell’ambito di un progetto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Fondo Sociale Europeo. Al progetto dell’Università di Venezia hanno partecipato altre due università ( Università degli Studi di Udine e Università di Malaga) , la Fondazione Università Ca’ Foscari e l’azienda vinicola di Conegliano, terra di prosecco, Vinicola Serena .

“Alla base del progetto vi è l’idea di recuperare la feccia ottenuta dalla lavorazione e chiarificazione dei vini, valorizzando tale rifiuto da smaltire e impiegandolo per la costruzione di celle fotovoltaiche a colorante organico, le cosiddette celle di Gräetzel.

Il colorante, estratto dagli scarti del processo di vinificazione, cattura la luce solare iniettando elettroni al semiconduttore, costituito da nanoparticelle di biossido di titanio poroso. L’elettrone generato è in grado di percorrere il circuito esterno, producendo corrente elettrica rinnovabile e sostenibile.

Questo tipo di cella solare è una macchina molecolare che lavora nel campo delle nanotecnologie, mimando il processo di fotosintesi clorofilliana, e rappresenta un’alternativa ai sistemi tradizionali (celle al silicio) sia per vantaggio economico, sia per metodologie costruttive eco-friendly, che permettono un riciclo a basso impatto ambientale, sia per l’efficienza di conversione energetica in caso di clima nuvoloso o illuminazione artificiale”.

Elisa Sergio

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