Filiera alimentare: nuove regole contro le pratiche commerciali sleali

Le aziende agricole subiscono danni valutatoitra i 2,5 e gli 8 miliardi
Filiera alimentare: nuove regole contro le pratiche commerciali sleali
12 marzo 09:52 2019 Stampa

Verrà discusso domani (e votato giovedì) in assemblea plenaria, il pacchetto di nuove norme (concordate provvisoriamente con i ministri dell’UE a dicembre) che introducono un migliore equilibrio nella filiera alimentare. I ritardi nei pagamenti per i prodotti consegnati, le cancellazioni unilaterali tardive o le modifiche retroattive dell’ordine, il rifiuto dell’acquirente di firmare un contratto scritto con un fornitore e l’uso improprio di informazioni riservate figurano tra le pratiche che saranno vietate dalle nuove regole.

Altre pratiche, come la restituzione dei prodotti invenduti al fornitore senza pagarli, l’obbligo per i fornitori di pagare la pubblicità dei prodotti o l’imposizione di sconti al fornitore, saranno anch’esse vietate, a meno che non siano state concordate preventivamente nel contratto di fornitura.

Il Parlamento europeo ha ripetutamente chiesto misure per contrastare le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare dal 2010.

Secondo le stime della Commissione europea, le PMI del settore agricolo e della trasformazione alimentare nell’UE perdono circa tra 2,5 e 8 miliardi di euro all’anno (pari all’1%-2% del loro fatturato) a causa delle pratiche sleali.

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