Firmato il codice doganale Uee, ma non tutti sono d’accordo

Il documento è stato firmato dai capi dei Paesi membri, ma la Bielorussia non era presente all'incontro
Firmato il codice doganale Uee, ma non tutti sono d’accordo
10 gennaio 14:31 2017 Stampa

I paesi dell’Unione Economica Eurasiatica hanno concordato e firmato il nuovo codice doganale in sostituzione ai regolamenti adottati nel 2009. Il documento è stato firmato dopo la riunione del Consiglio Supremo a San Pietroburgo al quale hanno partecipato i presidenti di Russia, Armenia, Kazakistan e Kirghizistan. Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko non ha partecipato alla riunione.
Secondo quanto dichiarato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, il nuovo codice doganale entrerà in vigore nonostante la firma non sia di tutti i Paesi membri.

In precedenza ci si aspettava che dopo la firma del documento da parte dei presidenti degli Stati membri della Uee, il nuovo codice unificato sarebbe entrato in vigore già a partire da gennaio 2017.

Ci sono voluti tre anni per ottenere il nuovo codice doganale redatto. Lo scopo primario è rendere le operazioni doganali più trasparenti e facilitare l’interazione tra aziende ed enti pubblici attraverso procedure doganali comuni all’interno della Uee. In più si prevede di ridurre sostanzialmente il lavoro di ufficio in quanto sono previsti nuovi approcci per operazioni doganali basate sull’IT.

Una volta che il nuovo documento entrerà in vigore, la Commissione economica eurasiatica dovrà determinare il tetto massimo dei costi del libero commercio che dovrà essere comuni per tutti i membri dell’Unione. Successivamente, a livello nazionale, i singoli Paesi stabiliranno tassi più bassi di importazione delle merci trasportate tramite posta internazionale e corrieri espressi.

I membri Uee hanno inoltre convenuto che, dopo un anno dalla firma del documento, che gradualmente si abbasseranno il limite massimo del costo delle merci importate in Uee tramite negozi online stranieri, per cui non è necessario alcuna tassazione.
Presumibilmente, nel 2018, il limite sarà fissato a 500 euro. L’importazione di beni di importo superiore a 500 euro prevederanno un pagamento del 30% allo Stato. Nel 2019, il limite massimo potrebbe essere abbassato a 200 euro. Sopra questo limite il pagamento delle tasse sarà pari al 15% del costo della merce.

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Cecilia Valentini
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