Razov: dialogo importante con Italia a San Pietroburgo

Secondo l'ambasciatore, i rapporti commerciali tra Russia e Italia potranno ripartire anche grazie al turismo e all’agricoltura
Razov: dialogo importante con Italia a San Pietroburgo
22 aprile 13:09 2016 Stampa

“Le sanzioni e le controsanzioni si sono rivelate un’arma a doppio taglio, ciò nonostante nell’ultimo anno ci sono state molte occasioni di dialogo tra Italia e Russia. A partire dalla presenza coraggiosa – l’unica – del ministro Gentiloni alla nostra ricorrenza sui 70 anni dalla fine Seconda Guerra mondiale, dalla visita di Renzi a Mosca e da quella di Putin all’Expo. Ora il Forum economico di San Pietroburgo sarà una grande occasione per consolidare i rapporti; ci aspettiamo una importante delegazione italiana, guidata dal vostro premier Renzi”. Lo ha detto oggi l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, intervenendo a Catania all’ottava edizione del business forum italo-russo organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress e Forum Economico internazionale di San Pietroburgo.

Secondo Razov i rapporti commerciali tra i due Paesi potranno ripartire anche grazie al turismo e all’agricoltura, fortemente penalizzata dall’embargo: “Nel 2015 – ha detto – il turismo russo in Italia è diminuito del 40-50%, ma le potenzialità sono notevoli grazie anche ai 3-4mln di turisti che quest’anno, per i noti motivi, non soggiorneranno nelle destinazioni top di Turchia ed Egitto. L’Italia ne deve approfittare – ha proseguito – anche con un’offerta più adeguata alla domanda, in particolare con pacchetti più competitivi pensati per la middle-class russa”. Per l’ambasciatore anche in agricoltura le prospettive commerciali bilaterali sono notevoli: “Nell’ultima visita del ministro Martina in Russia abbiamo consegnato 29 progetti di collaborazione in materia di agroindustria. Siamo in attesa di ricevere dal ministero – ancora non lo ha fatto ma lo farà – indicazione sui progetti da realizzare insieme. L’obiettivo – ha concluso – è rilanciare l’agrobusiness”.

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Cecilia Valentini
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