Giù il “made in Europa”. Su il “made in CSI” con in testa Cina e India

Gli industriali russi preferiscono attrezzature più economiche e meno europee
Giù il “made in Europa”. Su il “made in CSI” con in testa Cina e India
08 maggio 18:46 2019 Stampa

Il “Centro per le ricerche di congiuntura Egor Gaidar” ha recentemente effettuato un sondaggio sugli industriali russi per sapere i Paesi, dai quali gli imprenditori preferiscono (e intendono) importare macchinari, impianti e attrezzature. È risultato che le aziende continuano a “respingere” la produzione “made in Europa” (ed anche “made in Russia”), preferendo acquisti più economici dai Paesi della CSI.

La tendenza 2019 lascia invece invariato l’indicatore di Stati Uniti e Giappone. A causa del forte calo dei piani di acquisto di prodotti dall’Europa occidentale (scesa dal primo al secondo posto), i fornitori di apparecchiature russe hanno guadagnato un primo posto facile, in termini di piani di approvvigionamento di attrezzature, che tuttavia non indica alcun recupero di competitività e attrattività della produzione interna, che anzi è scesa di 4 punti percentuali.

Solo il 60% delle imprese intervistate “vorrebbe acquistare” attrezzature dall’Europa occidentale , perdendo in 8 anni 18 punti percentuali (la percentuale era del 78% nel 2011). Le attrezzature americane e giapponesi restano desiderabili per il 28% delle imprese mentre quelle provenienti da Cina e India guadagnano sempre più terreno: il 14% degli imprenditori vorrebbero acquistare attrezzature in questi due Paesi. Il gradimento e l’aspettativa d’acquisto dall’area CSI trainata da Cina e India ha guadagnato in un anno 6 punti percentuali (8% nel 2018).

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