Il Bio russo non è più un lusso

I prodotti biologici russi possono puntare ad un quarto del mercato mondiale
Il Bio russo non è più un lusso
20 gennaio 08:01 2018 Stampa

Per sdoganare il biologico è dovuto scendere in campo Dimitry Medvedev. E lo ha fatto in pieno Consiglio dei Ministri. Forte di qualche successo ottenuto (il mercato dei prodotti biologici è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni) e complice una tendenza mondiale ormai acclarata. Medvedev l’ha presa  da lontano: “Molte persone vogliono anche mangiare bene”. Ma poi ha snocciolato dati e cifre. “Secondo gli esperti, la Russia può occupare dal 15 al 25% del  mercato dei prodotti biologici“.  Forse la previsione contiene un’iperbole ma è un dato di fatto che la Russia disponga del più grande patrimonio mondiale di terra arabile di cui il 40 per cento incontaminato. Certo, il problema dell’agricoltura sta più nella banca che nella sua purezza ai nastri di partenza. E questo determina l’esistenza  di una quota immensa di terreni non coltivati e incoraggiare gli agricoltori che sono pronti a coltivare. Come primo passo Medvedev ha proposto di razionalizzare il mercato dei prodotti biologici approvando la proposta di legge sulla produzione biologica che dia finalmente un quadro giuridico stabilizzato e stabilizzante. (M.K.)

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