Il gas alla prova dei prezzi

Intervista a Sergey Komlev, Head of the Contract Structuring and Pricing Directorate of Gazprom Export
Il gas alla prova dei prezzi
28 febbraio 17:48 2017 Stampa

I recenti accordi che hanno restituito un po’ di fiducia ai mercati globali del petrolio hanno, solo brevemente, distolto l’attenzione internazionale dallo sviluppo repentino di un’altra risorsa energetica di punta: il gas naturale. L’ampliamento delle rete mondiale di distribuzione del GNL, l’interesse dimostrato rispetto a questa risorsa anche da paesi tradizionalmente concentrati quasi esclusivamente sulla produzione di greggio, come l’Arabia Saudita, la sua caratteristica di “risorsa ponte” sul cammino di transizione verso le rinnovabili ha fatto del gas naturale il protagonista dello scenario energetico mondiale. È ciò che ritiene anche Sergey Komlev, Head of the Contract Structuring and Pricing Directorate of Gazprom Export, che in questo dialogo ci offre ulteriori elementi per valutare come il mercato del gas dovrà modificare alcune dinamiche, riferite soprattutto alla determinazione dei prezzi, per sostenere la “competizione” mondiale.

Qual è l’attuale ruolo del gas naturale nel bilancio energetico mondiale?

È incontrovertibile che il gas naturale occupi oramai una posizione di rilievo nel bilancio energetico mondiale. In base al rapporto BP, nel 2015 è stato consumato nel mondo un quantitativo pari a 3,1 miliardi di tep di gas naturale, rispetto ai 3,8 miliardi di tep di carbone e ai 4,3 miliardi di tep di petrolio. Per quanto riguarda il commercio internazionale, nel 2015 sono stati esportati 0,9 miliardi tep di gas naturale, il quale si è attestato come la materia prima energetica negoziabile subito dopo il petrolio e i prodotti petroliferi (3,0 miliardi tep).

Quali sono gli elementi fondamentali della produzione di gas naturale e i rischi incombenti?

Il settore del gas naturale rimane centrale nel dibattito, strettamente attuale, relativo al controllo dell’innalzamento delle temperature globali, oltre che un ambito di discussione geopolitica. Dal punto di vista economico, anche la tariffazione del gas naturale, la disponibilità di approvvigionamento e la stabilità del prezzo, sono oggetto di intense discussioni.

Perché i modelli tariffari tradizionali porteranno a una carenza di mercato?

Nel libro “Oil Indexation, The best remedy for market failure in the natural gas industry”, spiego in che modo i modelli tariffari tradizionali, attualmente applicati al gas naturale, daranno luogo a una carenza di mercato e illustro le alternative a tali modelli. La tariffazione basata sulla concorrenza gas-on-gas genera prezzi al di sotto dei livelli ottimali, a causa delle carenze di mercato caratteristiche del gas naturale come unica materia prima. Tali carenze di mercato non possono essere risolte semplicemente con un riassetto dell’approvvigionamento e della domanda nel corso naturale degli eventi. Nel caso del Nord America, il riassetto necessario riguarda l’approvvigionamento effettivo del gas, mentre in Europa il problema concerne l’approvvigionamento del combustibile “per titoli” nel mercato dei future.

Ha rimedi da suggerire rispetto a questa situazione?

Il libro descrive nel dettaglio non soltanto l’origine di queste carenze di mercato, ma anche il rimedio, che consiste nell’indicizzazione al prezzo del petrolio delle quotazioni del gas naturale, ossia l’applicazione del principio di sostituzione del valore basato sulla concorrenza tra combustibili. Per oltre 40 anni l’impiego dell’indicizzazione al prezzo del petrolio nel settore del gas naturale ha offerto a quest’ultimo grandi opportunità di sviluppo e prosperità. Io difendo il retaggio e l’utilità futura dell’indicizzazione al prezzo del petrolio dagli attuali attacchi provenienti dai fautori di un’applicazione astratta dei principi del sedicente libero mercato. A mio avviso, la tariffazione con indicizzazione al prezzo del petrolio del gas naturale non è qualcosa di “preistorico”, come sostengono i più, ma uno strumento naturale, moderno ed effettivamente basato sul mercato per risolverne le carenze.

Quali sono le possibili conseguenze negative degli attuali prezzi ridotti del gas naturale?

Il libro esamina le conseguenze negative degli attuali prezzi del gas naturale esageratamente bassi, i quali limitano in modo inadeguato le possibilità di globalizzazione del mercato del gas, che si basa sui flussi mondiali di GNL. Quando i prezzi del gas scendono al di sotto dei costi di liquefazione, le vendite di GNL coprono soltanto i costi marginali a breve termine. Sebbene i flussi di GNL possano proseguire in questo solco per molto tempo, a vantaggio degli utenti finali, il ribaltamento dell’equilibrio di interessi tra acquirente e venditore è pericoloso per il settore del gas nel suo complesso. Prezzi al di sotto dei valori ottimali pregiudicano la capacità del settore di attirare finanziamenti esterni e, di conseguenza, mettono a rischio il successivo ciclo di investimenti a lungo termine.
Nel breve periodo, prezzi al di sotto dei valori ottimali possono tramutarsi in una minaccia per la sicurezza energetica: nonostante le temperature rigide in Europa e l’esaurimento delle scorte, l’arrivo di GNL in Europa nord-occidentale rimane ancora difficile, con segnali di prezzo che non sostengono questa prospettiva.

Qual è la principale conclusione cui giunge questo libro?

La principale conclusione cui giunge questo libro è che l’utilizzo di una tariffazione gas-on-gas impedisce il riequilibrio di mercato necessario nella tariffazione del gas naturale e sta portando a considerevoli battute d’arresto sul mercato attuale e in quello a termine. Pertanto, il modello liberale di globalizzazione dei prezzi dovrebbe essere applicato con la dovuta cautela, per evitare danni irreparabili a un settore di importanza capitale per la nostra civiltà.

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