Doping: rinviato il giorno del giudizio

Oggi la decisione finale sul destino olimpico della Russia, dove il doping dello sport era coperto e favorito dallo Stato
Doping: rinviato il giorno del giudizio
19 luglio 12:56 2016 Stampa

Il Comitato olimpico internazionale ha deciso di rimandare la decisione sulla possibile esclusione della Russia dalle Olimpiadi di Rio. Il Comitato Esecutivo del Cio, riunito oggi in teleconferenza, ha deciso di aprire formalmente una procedura disciplinare nei confronti delle persone coinvolte nel rapporto della Wada sullo scandalo doping. Per quanto riguarda l’eventuale esclusione della Russia dai Giochi di quest’estate, il Cio ha fatto sapere che “valuterà con attenzione” il report stilato dalla commissione indipendente della Wada e che “esplorerà le opzioni legali per quanto riguarda un divieto collettivo a tutti gli atleti russi e il diritto alla giustizia individuale”. A tal proposito, il Cio ha spiegato che dovrà prendere in considerazione la sentenza del Tas del 21 luglio 2016 sul ricorso degli atleti russi squalificati dalla Iaaf, la federazione internazionale di atletica.

C’è anche un calciatore tra i sospettati di doping in Russia, il Paese che ospiterà la Coppa del Mondo del 2018. E così lo scandalo che ha iniziato ad emergere nei giorni scorsi, secondo cui molti atleti russi che hanno partecipato e partecipano a gare internazionali sarebbero stati coperti dagli organi di controllo di Mosca nelle analisi antidoping, rischia di ingrandirsi a livelli impensabili. Il laboratorio della Capitale della Federazione avrebbe infatti coperto una serie impressionante di suoi atleti risultati positivi alle analisi. In tutto gli atleti scoperti sarebbero 312, già a partire da Vancouver 2010, passando per Londra 2012, i Mondiali di atletica di Mosca 2013 e quelli di nuoto di Kazan 2015.

Oggi una riunione avrebbe dovuto decidere il destino olimpico (e non solo) della Russia. Le 97 pagine del dossier che passerà alla storia come come il “Rapporto McLaren” (dal nome dell’avvocato canadese Richard H. McLaren che ha presieduto la commissione indipendente per indagare sulle gravi accuse rivolte alla Russia in merito alle Olimpiadi invernali del 2014), spiegano senza giri di parole che il doping dello sport di Mosca era coperto e favorito dallo Stato, e non solo per l’atletica leggera, già bannata dai Giochi di Rio (il ricorso promosso dalla divina dell’asta, Yelena Isinbayeva, sembra avere poche o nulle speranze).

Se la Russia verrà esclusa da Rio, le 80 medaglie del suo paniere rappresentano un bottino che farà gola a molti. Il Presidente della Federazione, Vladimir Putin assicura massima collaborazione a Cio e Wada e ha annunciato la sospensione dei funzionari coinvolti.

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