Il progetto russo alla Biennale di Venezia

La mostra avrà un costo di circa 800mila dollari e ospiterà diverse installazioni
Il progetto russo alla Biennale di Venezia
30 gennaio 14:34 2017 Stampa

Il progetto russo per la Biennale di Venezia di arte contemporanea si intitola Theatrum Orbis e allude al famoso atlante pubblicato nel 1570 ad Anversa da Abraham Ortelius.

Semen Mikhailovsky, commissario del padiglione russo, ha parlato del progetto durante una conferenza stampa a Mosca. Tre gli artisti che cureranno le installazioni del padiglione suddiviso in due piani: Grisha Bruskin, Sasha Pirogova e il Gruppo Recycle (Andrei Blokhin e Georgy Kuznetsov).

Le installazioni create da Bruskin, la cui arte si può osservare al MOMA di New York e al Centre Pompidou di Parigi, si chiama, “A Change of Decorations”. Si tratta di una “metafora del nuovo ordine mondiale”, come specificato dall’artista, che visualizza i confini sfumati del mondo contemporaneo, con un accento particolare al grande tema della migrazione e un’attenzione alle relazioni all’interno della società.

Il Gruppo Recycle, che ha partecipato nel 2015 ad un programma parallelo della Biennale di Venezia con una mostra separata, realizzerà l’installazione intitolata “Blocked Content”.

Il giovane video artist, Sasha Pirogova, che nel 2014 ha ricevuto il Premio Innovazione per i successi nel campo dell’arte contemporanea, presenterà il suo nuovo video, “Inner Physics” (Fisica Interiore).

“Tutti e tre i progetti saranno interconnessi all’interno dello spazio del padiglione – ha detto Mikhailovsky – anche grazie ad un impianto audio che diffonderà la musica del compositore Dmitri Kurlyandsky“.

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Cecilia Valentini
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