Il riscaldamento a palla non è sociale e non è responsabile. Chi consuma di più, paga

Tre scaglioni (con costi diversificati) decreteranno l’addio al consumo energetico indisciplinato (perché poco costoso).
Il riscaldamento a palla non è sociale e non è responsabile. Chi consuma di più, paga
02 ottobre 13:57 2018 Stampa

 

Il vice primo Dmitry Kozak ha sostenuto la proposta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Energia per l’introduzione di uno standard sociale di consumo energetico che prevede l’introduzione di tre distinti scaglioni di consumo: superato il massimale del consumo energetico mensile a tariffa sociale si dovrà pagare il consumo eccedente a prezzo maggiorato. I parametri specifici delle tariffe non sono stati resi noti, riferisce il portavoce del viceministro Ilya Dzhus. L’obiettivo della storica riforma della bolletta è quello di stabilizzare al ribasso il costo energetico fino ai 300 kwk alzando significativamente il costo per i consumi che eccedono i 500 kwh. Kozac ha tuttavia ammesso che la decisione è stata presa e contiene “una serie di misure per ridurre l’importo della bolletta pubblica valorizzando una più equa ripartizione dei costi tra i gruppi di consumatori”. Kozak ha incaricato i due Ministeri e il Servizio federale antimonopoli (FAS) di predisporre entro il 15 gennaio l’introduzione dello standard sociale di consumo di elettricità per la popolazione. Secondo il programma approvato da Kozak, il “consumo sociale” per una famiglia sarà fissato in 300 kWh al mese e sarà pagato ad un costo base vantaggioso. Il consumo da 300 a 500 kWh al mese avrà un costo sensibilmente superiore mentre sarà fortemente elevato il costo per il consumo che supera i 500 kWh. Il vice capo della FAS, Vitaly Korolev, ha riferito che il consumo medio pro-capite di elettricità è oggi di circa 89 kWh al mese (ma a seconda della regione, questa cifra varia notevolmente). Il FAS ha osservato che l’introduzione di una “norma sociale” applicata al consumo di elettricità ridurrà l’onere per i consumatori industriali, stimolerà le misure di risparmio energetico privato e contribuirà a ridurre i sussidi incrociati nel settore. Un progetto pilota sull’introduzione di una politica sociale sul consumo di energia elettrica è stato lanciato in Russia nel 2013 con l’obiettivo essere attuato gradualmente e introdotto in tutto il paese alla fine del 2014. Tale misura avrebbe dovuto stimolare la popolazione al risparmiare sulle utenze e sostenere i cittadini con basso reddito. Tuttavia nel febbraio 2014 il Governo russo ha deciso che l’intera questione sarebbe stata demandata alle competenze regionali e che ogni singola regione avrebbe avuto facoltà di scaglionare prezzi e consumi. Da allora non è accaduto più nulla.

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