Kazakistan, due milioni e mezzo di ettari di terreni agricoli inutilizzati

L’attivista civile Taizhan: spronare l’affitto. Il nuovo ministro Omarov: aprire a cittadini e imprese straniere.
Kazakistan, due milioni e mezzo di ettari di terreni agricoli inutilizzati
27 febbraio 12:14 2019 Stampa

La contraddizione è nota: il Kazakistan è il nono paese al mondo per superficie, importa prodotti agricoli e ha due milioni e mezzo di ettari di terra inutilizzata. Quel che è peggio è che i contadini faticano a trovare terra da lavorare. Le misure adottate di recente dal Ministero dell’agricoltura hanno permesso di rimettere in uso 388.000 ettari mentre altri 804.000 sono ritornati nella proprietà dello Stato. Secondo le stime dello stesso Ministero, altri 1,4 milioni di ettari ritorneranno in mano pubblica attraverso procedimenti giudiziari.

I rappresentanti delle organizzazioni non governative (ONG) si sono riuniti di recente alla Camera bassa del lamentando la mancanza di un processo chiaro ed intelligente finalizzato all’uso razionale del territorio. Circa 272 milioni di ettari, ovvero il 74% della terra del Kazakistan, sono dedicati all’agricoltura. La cifra comprende 167,7 milioni di ettari di pascoli, 30 milioni di terreni coltivati e seminativi e oltre quattro milioni destinati a fieno.

Nonostante siano circondati da enormi distese di terra inattiva, gli agricoltori in molte regioni non riescono ancora a ottenere affidamenti terrieri per le loro attività.

Durante gli ultimi tre anni, il Ministero ha mappato nove milioni di ettari non coltivati e tra questi- secondo una nuova mappa redatta nel 2028- 2,57 milioni di ettari del tutto inutilizzati

Nell’incontro istituzionale alla Camera l’attivista civile Mukhtar Taizhan ha proposto il leasing di terreni pur mantenendo la terra di proprietà statale. La proposta ha trovato ampio consenso, accompagnata dalla solita precisazione che la locazione di terreni deve rimanere riservata esclusivamente ai cittadini kazaki e alle persone giuridiche con il 100% di capitale kazako.

Anche la riunificazione in una unica tassa agricola delle otto tasse esistenti potrebbe risvegliare la vocazione per l’attività agricola le aziende a utilizzare la terra in modo efficiente, piuttosto che lasciarle semi-lavorate quando non totalmente inutilizzate.

A sorpresa è venuto il commento del nuovo ministro dell’Agricoltura, Saparkhan Omarov, il quale si è detto molto convinto dei suggerimenti formulati dalle Ong, tranne uno: “l’esclusione dei cittadini stranieri e delle società con capitale straniero ” dalla assegnazione dei terreni agricoli inutilizzati e ritornati nelle mani dello Stato. Omarov è stato nominato Ministro Agricoltura con decreto presidenziale il 25 febbraio e ha prestato giuramento ieri.

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