Kirghizi siamo, kirghizi restiamo

Inrerrotta l’opzione per la cittadinanza russa. I kighizi restano
Kirghizi siamo, kirghizi restiamo
08 maggio 14:27 2018 Stampa

Dopo decenni di abdicazione alla cittadinanza natale,  gli abitanti del Kirghizistan hanno interrotto l’esodo di cittadinanza a favore della Federazione russa. L’adesione del Kirghzistan alla  Comunità Economica Eurasiatica ha dimezzato per la prima volta la richiesta di cittadinanza russa (per motivi di lavoro). Almazbek Asanbayev,  capo del servizio di migrazione statale del paese, lo ha dichiarato in una conferenza stampa in corso a Bishkek : “Dopo l’adesione del Kirghizistan al SEE, l’interesse per il cambio di cittadinanza tra i compatrioti è diminuito”.

Ogni anno circa 20 mila abitanti della Repubblica acquisivano la cittadinanza russa. Nel 2017 questa cifra è scesa a  8 mila e 700. Dall’ indipendenza della Repubblica più di 570 mila cittadini, in prevalenza giovani maschi, hanno lasciato anche anagraficamente il Paese per motivi di lavoro per cercare occupazione nella più promettente Russia. Dopo l’adesione del Kirghizistan alla Comunità eurasiatica i cittadini kirghizi possono entrare liberamente in Russia per periodi di 30 giorni consecutivi e molti hanno preferito restare anagraficamente cittadini del Kirghzistan  interrompendo ogni 30 giornni la presenza consecutiva sul territorio della Federazione

La Russia è ancora oggi la prima destinazione per i cittadini kirghisi se ne vanno in cerca di occupazione; almeno un milione  è occupato stabilmente in occupazioni lavorative russe.

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Nicole Volpe
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