”Krusciovke”, il sì della Duma alla demolizione

Nei prossimi 15 anni saranno demoliti 4.500 edifici simbolo del sogno sovietico dell'edilizia popolare
”Krusciovke”, il sì della Duma alla demolizione
15 giugno 15:09 2017 Stampa

È il nuovo piano regolatore della città. E la Duma ha detto sì. Il ramo basso del Parlamento russo ha approvato in via definitiva, in terza e ultima lettura, il controverso progetto che prevede la demolizione di 4.500 “krusciovke a Mosca nei prossimi 15 anni.
A favore hanno votato 399 deputati, mentre soltanto due hanno espresso parere contrario e uno si è astenuto. Il progetto di legge deve ora passare al vaglio del Consiglio della Federazione (il ramo alto del parlamento russo) e poi sarà il presidente Putin a dare l’ultima parola.

Questi edifici rappresentano il simbolo del sogno sovietico dell’edilizia popolare anni ’50 e ’60, lanciato da Nikita Krusciov,l da cui prendono il nome. Il progetto appartiene al periodo conosciuto come “disgelo”. Era previsto infatti un piano gigantesco per dare una casa a ogni famiglia nell’Urss, risolvendo la penuria di alloggi del dopoguerra.
Si tratta principalmente di condomini a cinque piani in pannelli prefabbricati o in mattoni, senza ascensore, che dovevano durare solo 25 anni, il tempo di costruire il Comunismo. Invece fino ad oggi questi edifici sono ancora qui. Tuttavia, visto il decadimento delle strutture, alcuni mesi fa il sindaco di Mosca Sobyanin ha annunciato che entro il 2018 questi edifici saranno demoliti, perché non riqualificabili.

Allo stesso tema fa riferimento una domanda presentata al presidente Putin durante la “Linea diretta” con i cittadini della Federazione, in corso a Mosca.

La domanda posta al presidente riguarda infatti il nuovo piano regolatore della città, che prevede l’abbattimento di centinaia di edifici abitativi previa consultazione dei residenti, proprietari e inquilini. “Questa modalità ha sollevato polemiche, in quanto mette a rischio il diritto di proprietà”, ha chiesto un cittadino della Federazione. “Il problema – ha risposto Putin – riguarda edifici già vecchi, che tra 10-15 anni rischiano di essere inagibili. Il rinnovamento serve e va fatto in anticipo, prima di ritrovarsi con un problema di grandi proporzioni, ma le modalità non devono ledere i diritti dei cittadini”.

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Cecilia Valentini
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