KTZ sarà riorganizzata seguendo l’esempio dei Paesi occidentali

L'obiettivo è la suddivisione delle attività infrastrutturali da quelle di spedizione
KTZ sarà riorganizzata seguendo l’esempio dei Paesi occidentali
30 settembre 11:25 2016 Stampa

Kazakhstan Temir Zholy, azienda ferroviaria del Kazakistan interamente controllata dal Governo (da molti conosciuta semplicemente con il nome “KTZ“), sarà presto riorganizzata separando le attività infrastrutturali da quelle di spedizione. L’annuncio è arrivato dal sito del sito del primo ministro B. Sagintayev, secondo cui “è attualmente in esame un progetto di decreto che prevede la riorganizzazione della Kazakhstan Temir Zholy attraverso la divisione da ‘KTZ – Infrastructure’, che presto sarà inviato per l’approvazione agli organismi pubblici preposti”.

KTZ – Infrastructure, in seguito all’approvazione della riorganizzazione, fornirà l’accesso paritario alla rete ferroviaria sia ai vettori nazionali che a ai vettori privati. Un passo importante secondo Sagintayev, sia perché il progetto è inserito nel piano strategico di sviluppo del Kazakistan fino al 2020, sia perché  rispecchia una tendenza globale di riforma delle ferrovie, implementata con successo nell’Unione Europea, Australia e America Latina, volta a migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi attraverso la liberalizzazione, il coinvolgimento di iniziativa privata negli investimenti.

La KTZ ha ereditato la rete gestita in precedenza dalle Ferrovie Sovietiche, caratterizzate da scartamento largo (1.520 mm) ed estesa per circa 15.000 km. KTZ è il più grande datore di lavoro nazionale con oltre 143.000 dipendenti, sulla sua rete circolano 80.000 vagoni, di cui oltre 50.000 di proprietà statale. Attualmente è in corso un progetto di elettrificazione di quasi tutta la rete, visto che fino a pochi anni fa quasi tutte le linee erano non elettrificate. La rete nazionale è collegata a tutti i paesi confinanti, quasi tutti i paese confinanti adottano lo stesso scartamento (Russia, Kirghizistan, Uzbekistan, Turkmenistan) ma per il passaggio in Cina è necessario un cambio di scartamento poiché la rete cinese è a scartamento standard.

 

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Davide Lonardi
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Giornalista iscritto dall'Ordine Nazionale dal 2011, nutre una particolare passione per il mondo dell'editoria online. Collabora con diverse testate occupandosi anche di strategie di marketing e di personal branding sul web

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