La Commissione deferisce l’Italia: inadeguata la politica anti “Xylella ” in Puglia

La Commissione deferisce l’Italia alla Corte per non aver adeguatamente impedito l’ulteriore diffusione dell’organismo nocivo “Xylella fastidiosa” in Puglia
La Commissione deferisce l’Italia: inadeguata la politica anti “Xylella ” in Puglia
30 maggio 12:22 2018 Stampa

Le autorità italiane non stanno adottando le misure necessarie all’eradicazione dell’organismo nocivo da quarantena Xylella fastidiosa in Puglia e, di conseguenza, non hanno arrestato la sua diffusione.. Per questo la Commissione ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia.

In seguito alla prima notifica di focolaio di Xylella fastidiosa in Puglia nell’ottobre 2013, le autorità italiane non si sono pienamente conformate alla normativa dell’UE sugli organismi da quarantena nocivi. Le norme prevedevano anche la rimozione delle piante infette. Il calendario trasmesso dall’Italia non è stato ritenuto efficace per garantire l’immediata rimozione degli alberi infetti, come prescritto dalla normativa dell’UE. La mancanza di misure adeguate aumenta il rischio di un’ulteriore diffusione dell’organismo al di fuori dell’attuale zona delimitata.

La Xylella fastidiosa è uno dei fitobatteri più pericolosi al mondo e provoca una serie di malattie che conducono inevitabilmente alla morte delle piante infette, con enormi ripercussioni economiche sull’agricoltura

La Commissione ha ripetutamente esortato l’Italia ad assolvere i propri obblighi. Nel dicembre 2015 è stata inviata una lettera di costituzione in mora e nel luglio 2016 è stata inviata una lettera complementare di costituzione in mora, seguita da un parere motivato nel luglio 2017.

 

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