La differenza di una buona differenziata: Astana verso la modernità

Astana avvia piattaforma specializzata per raccolta differenziata con capacità annua di 180 mila tonnellate
La differenza di una buona differenziata: Astana verso la modernità
15 maggio 09:14 2018 Stampa

 

La decisione aprirà la strada ad altre iniziative nel resto del Paese dove la raccolta dei rifiuti urbani avviene tuttora in modo incontrollato con quasi 4.000 discariche prive di autorizzazione. In agosto sarà avviata ad Astana la costruzione di una piattaforma da 180 mila tonnellate anno per la raccolta differenziata (frazione umida e secca) dei rifiuti della capitale. Il costo indicato è di 3,4 miliardi di tenge (10,3 milioni di dollari). Si valuta che dovrebbe essere in grado di gestire una quota che va dal 50 al 75 per cento della produzione annua di scarti della capitale. In corso di avviamento anche due linee specifiche per il riciclaggio di carta e plastica. Il sistema prevede anche l’utilizzo di 30 mezzi di raccolta e di 6 mila cassonetti. Il sindaco di Astana, Asset Issekeshev, ha annunciato l’imminente avvio di una campagna di informazione a vasto raggio per preparare i cittadini e ottenerne la indispensabile collaborazione. L’iniziativa è particolarmente rilevante in quanto è la prima volta che il tema della raccolta dei rifiuti urbani viene affrontato in modo integrato e, sulla base di questa esperienza e dei risultati ottenuti, è previsto fino da ora che sarà esteso anche ad altre città del Paese. In realtà, la raccolta dei rifiuti urbani in Kazakhstan è un problema tuttora irrisolto. Nel Paese infatti operano più di 4.500 discariche municipali ma di queste non più di 600 sono in qualche modo regolamentate o almeno autorizzate. Il resto è abusivo . E solo quella attualmente operante ad Astana opera secondo criteri e parametri di standard internazionale. In realtà i primi tentativi di affrontare la questione in modo sistematico risalgono a più di 10 anni fa con l’avvio ad Almaty, che all’epoca produceva circa 600 mila tonnellate anno di rifiuti, di un impianto da 28 milioni di dollari, che avrebbe consentito di separare e riciclare carta, plastiche, metalli. Ma la società che aveva avviato l’iniziativa e che secondo il progetto iniziale avrebbe dovuto autofinanziarsi con i ricavi, è successivamente fallita. Nel 2012 il tema venne rilanciato da un’Agenzia di Stato (Agency for Construction, Housing and Utilities) con un ambizioso piano per costruire una quarantina di impianti di gestione e trattamento dei residui urbani nelle principali città del Paese iniziando da Almaty e Astana proseguendo poi con Aktobe, Atyrau, Karaganda, Abai, Saran, Shakhtinsk, Kostanay, Pavlodar, Taldykorgan, Taraz, Ust-Kamenogorsk e Kokshetau. Il piano è tuttavia rimasto solo sulla carta.

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