La fattura alimentare del mondo triplicata in 18 anni

1,43 trilioni di dollari. Tutti i numeri della Fao
La fattura alimentare del mondo triplicata in 18 anni
10 luglio 18:05 2018 Stampa

Le importazioni alimentari rappresentano un peso crescente per molti paesi, soprattutto per i paesi più poveri del mondo. Il nuovo rapporto Fao quantifica la fattura delle importazioni mondiali in 1,43 trilioni di dollari, triplicata dal 2000. Per i paesi più poveri, tuttavia, è quasi quintuplicata. Questo dimostra una tendenza che è andata “deteriorandosi nel tempo, preannunciando una sfida crescente, soprattutto per i paesi più poveri, che cercano di venire in contro ai propri bisogni alimentari di base, attraverso i mercati internazionali” ha affermato Adam Prakash, economista della FAO e autore del rapporto “Food Outlook”, pubblicato oggi.

Il costo globale delle importazioni alimentari è previsto crescere di circa il 3 per cento quest´anno. L´aumento annuale è legato in particolar modo alla crescita del commercio internazionale di pesce – alimento di alto valore importato soprattutto da paesi sviluppati – e del commercio di cereali, commodities base che rappresentano un´importazione essenziale per molti Paesi a basso reddito con deficit alimentare

.Le importazioni alimentari sono cresciute al tasso globale medio dell´8% annuo dal 2000, ma la crescita è rimasta sempre in doppia cifra per la maggioranza dei paesi più poveri. In “forte contrasto” con questo fenomeno, la quota di cereali rispetto a quella di alimenti di più alto valore nel paniere delle importazioni non è calata nei Paesi più poveri, mentre è calata considerevolmente nei paesi più ricchi.

I costi per l´importazione di cibo rappresentano ora il 28% degli introiti totali dall´esportazione di merce per i Paesi meno sviluppati, quasi il doppio rispetto al 2005. I Paesi sviluppati, invece, non solo hanno un maggiore PIL pro capite, ma solitamente spendono solo il 10% degli introiti dall´export per importazioni alimentari.

Il rapporto fornisce una valutazione dettagliata per i principali gruppi alimentari analizzati. Di particolare interesse sono gli andamenti complessi del settore degli oli vegetali, dove i prezzi internazionali dei semi e delle farine oleose sono in rialzo, mentre quelli degli oli vegetali stanno crollando. Le relazioni commerciali in evoluzione tra Stati Uniti d´America e Cina – rispettivamente il maggior produttore e compratore al mondo – hanno introdotto un´incertezza notevole nel mercato, come evidenziato dal recente tonfo dei prezzi mondiali di semi e farina di soia.

Il commercio dei prodotti cerealicoli è previsto rimanere solido nel 2018/19, sostenuto da una domanda forte e continuata alle importazioni di quasi tutti i maggiori cereali. Di interesse sono anche le attese per prezzi elevati, se non “record” per i prodotti ittici nella seconda metà del 2018, dovuti ai trend in restringimento dell´offerta; l´espansione del commercio di prodotti lattiero-caseari, specialmente latte in polvere; la forte espansione della produzione di carne, con il rallentare della crescita dei volumi commerciali.

La produzione mondiale di zucchero, nel frattempo, è prevista salire dell´11.1% quest´anno, raggiungendo il livello record di 187,6 milioni di tonnellate, e superando in buona misura i margini globali di consumo.

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