La Gop Convention ed il VP di Trump: Mike Pence

È il nuovo ticket presidenziale del tycoon newyorchese
La Gop Convention ed il VP di Trump: Mike Pence
18 July 16:41 2016 Print This Article

Donald Trump, che aveva spostato la conferenza stampa per via dei drammatici fatti di Nizza, ha finalmente scelto: Mike Pence, il Governatore dello Stato dell’Indiana, è il nuovo ticket presidenziale del tycoon newyorchese. Pence, al di fuori del suo Stato, è un uomo poco conosciuto. L’uomo, conservatore di ferro (da sempre nei suoi speech si presenta come “Cristiano, conservatore e repubblicano, in quest’ordine”), dovrebbe essere colui in grado di rappacificare i “Never Trump”, cioè quella parte del partito conservatore che ancora mal digerisce “The Donald”. Con lui era in lizza anche Newt Gingrich, vecchio politico repubblicano ed ex Presidente della Camera dei rappresentanti al Congresso degli Stati Uniti. Alla fine Donald Trump ha scelto Pence, chiaro segnale di smarcamento dal partito, visto che Gingrich molto probabilmente sarebbe stato un ‘cane da guardia’ non indifferente. Con la scelta di Pence, Donald Trump, si è quindi riservato più autonomia facendo intendere che non ci sia ancora un vero e proprio accordo con i repubblicani.
Il governatore Pence è un politico vecchio stampo – schivo ma molto risoluto nell’accaparrarsi i voti e nel fare raccolta fondi – ed è più abituato a incontrare gli elettori, piuttosto che usare i social media per ottenere consenso. Nasce alla fine degli anni ’50 da una famiglia cattolica irlandese e i suoi inizi politici furono da militante e coordinatore scolastico più vicino al partito Democratico che a quello Repubblicano (erano gli anni di Kennedy).

Piano piano, però, la sua vita cambia: si converte ad un gruppo di cristiano/evangelici (in cui conoscerà la sua futura moglie) ed inizia a cambiare idee politiche. Si candida molto presto (a soli 29 anni) al Congresso nel 2nd District, ma non ha molto successo, nonostante una buona campagna elettorale ed un ottimo fund raising. Nonostante tutto non si è dato per vinto e nel ’91 è diventato presidente della Policy Review Foundation, un’associazione conservatrice molto nota, facendo militanza attiva, raccogliendo fondi in maniera considerevole, creando anche think tank di un certo rilievo. La sua trasformazione politica è già in atto ad inizi anni ’90: lui e la moglie iniziano a frequentare la chiesa evangelica e a diventare energici sostenitori pro-life, ma senza mai fare il grande salto nella pancia profonda del conservatorismo di stampo Rush Limbaugh. E’ stato un uomo anche non molto amato, ad esempio, dall’entourage di Bush jr (ex Presidente) e John McCain (candidato alla Presidenza degli Stati Uniti nel 2008) un po’ per via della sua intransigenza e un po’ per via di sue posizioni notevolmente conservatrici in ambito fiscale e sociale. Nonostante tutto, Mike Pence, ha sempre dimostrato di essere (per lo meno in ambito locale) un uomo aperto a compromessi nel momento del bisogno. Capace di usare la diplomazia nel momento giusto pur ottenere i risultati prestabiliti. Insomma, un vero politico di professione, come ha dimostrato nella sua campagna elettorale quando era in corsa come Governatore. Il resto è storia recente: rimanendo fedele militante e conservatore nel partito Repubblicano negli anni 2000 è riuscito a farsi eleggere come membro della House, rimanendo in carica per quattro mandati per poi farsi eleggere come Governatore dell’Indiana nelle elezioni generali nel 2012 (si vociferava addirittura di una sua possibile corsa alla Presidenza).

Considerando che la Vice Presidenza ha reale valenza solo nella corsa alla Casa Bianca, Donald Trump, è riuscito a fare la scelta giusta? La scelta che dovrebbe riunificare il partito repubblicano per la battaglia finale contro Hillary Clinton? A nostro parere la scelta di Pence rispecchia in tutto e per tutto l’animo del tycoon: tutto quello che conta per Trump è Donald Trump stesso. Mike Pence, che è vicino al partito ma non in maniera profonda e, alla fin fine, non è molto conosciuto in ambito nazionale, è la normale scelta di un uomo (Trump) che basta a se stesso, che ama i riflettori e che fa molta fatica a dividere il palco con altri. Emblematico, in questo senso, il primo evento pubblico dei due a New York poche ore fa. Nell’ambito della presentazione del ticket di Presidenza, su 50 minuti di durata, Pence è riuscito a parlare, più o meno, circa 10 minuti, con Trump a prendersi tutta la ribalta e i flash dei fotografi. Alla fine per Trump la scelta della vice presidenza non ha mai contato molto: lui è uomo atipico per la politica tradizionale, ha scommesso su stesso ed ha vinto con i suoi metodi contro tutti, sia contro i democratici e sia contro i repubblicani. Mike Pence, in questo senso, è l’uomo perfetto, ben voluto e volto di spicco del partito Repubblicano ma che, alla fine, non potrà offuscarlo dal punto di vista mediatico. Se sia o no la mossa giusta ce lo diranno i sondaggi nei prossimi giorni, sondaggi che dopo i fattacci che hanno investito Hillary Clinton sul ‘mailgate’ e che vi abbiamo spiegato pochi giorni fa (), stanno tornando altalenanti dopo un plebiscito quasi unanime a favore dell’ex Segretario di Stato qualche giorno fa.

Oggi, inoltre, è anche il grande giorno di apertura della Gop Convention a Cleveland che avrà termine il 21 di luglio (qui tutto il programma e gli speaker) dove, nonostante alcuni assenti importanti (mancano ad esempio parecchi governatori repubblicani oltre ad altri personaggi di grande spicco del partito), Trump si sta preparando per essere incoronato come unico front runner repubblicano contro Hillary Clinton. Cercheremo di seguire per voi, come abbiamo sempre fatto lungo questi mesi, l’evento e di riportare un sunto preciso durante o alla fine dell’evento. Per la Convention democratica, invece, toccherà attendere ancora qualche giorno, esattamente il 25 luglio a Philadelphia, giorni in cui la Clinton presenterà agli elettori il suo ticket presidenziale che ,al momento, è ancora incerto.

Cristoforo Zervos Twitter: @C_Zervos

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Davide Lonardi
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Giornalista iscritto dall'Ordine Nazionale dal 2011, nutre una particolare passione per il mondo dell'editoria online. Collabora con diverse testate occupandosi anche di strategie di marketing e di personal branding sul web

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