La prima colpa non vale

Il Kirghizistan chiede alla Russia di non includere nella "lista nera" i migranti colpevoli di “una singola violazione”.
La prima colpa non vale
13 marzo 13:05 2018 Stampa

Il Kirghizistan proseguirà i complessivi negoziati con la Russia: ma intanto chiede un gesto di buona volontà che consiste nel ridurre la lista dei migranti a cui è vietato l’ingresso nel territorio della Federazione Russa. Lo ha riferito Medetbek Aidaraliev, presidente del servizio di migrazione statale della repubblica del Kirghizistan.

Attualmente sono 77 mila i cittadini del Kirghizistan compresi nella apposita lista degli indesiderati, un numero più che dimezzato rispetto ai 180 mila del 2015. La “pulizia” interna ha permesso di ridurre il loro numero di 44 mila unità dal 1° gennaio 2017 ad oggi: la buona volontà non può essere messa in discussione.

Tra i 77mila cittadini del Kirghizistan che restano nella “lista nera”, 50 mila sono stati inclusi per violazioni gravi mentre 27mila persone sono state incluse nell’elenco per violazioni amministrative minori. Il Kirghizistan continuerà nel suo impegno ma chiede alla Russia e ai Paesi della Comunità economica eurasiatica di mantenere negli elenchi di coloro che hanno commesso reati gravi o ripetuti, ma di cancellare coloro che sono stati sanzionati una sola volta.

Le proposte da parte kirghisa presentate alla Federazione Russa mirano ad assorbire ulteriormente la manodopera disponibile: secondo Aidaraliev attualmente lavorano in Russia 640 mila cittadini del Kirghizistan che rappresentano l’88% del totale dei lavoratori migranti kirghisi. Ma il loro numero potrebbe salire subito lavorando sulla “lista nera” e offrendo l’ingresso ai 44 mila mono-trasgressori.

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