La Repubblica di Calmucchia riparte dall’informazione

L’unico territorio del continente europeo a religione prevalentemente buddista prova a riannodare il filo del dialogo con Mosca
La Repubblica di Calmucchia riparte dall’informazione
19 febbraio 09:40 2018 Stampa

 

Il Capo della Repubblica di Calmicchia Alexei Orlov alla fine a Sochi ci è andato e si è seduto al tavolo dei convitati al Forum “investimenti  2018”. Dispersa (quasi) irreversibilmente la lingua e archiviata la disastrosa esperienza all’interno dell’Urss, questa regione al confine russo della Via della seta riparte dalla cultura e dalla informazione, siglando una intesa editoriale con la casa editrice “Illuminismo”.

Ha sottoscritto anche un accordo con Roskongress, il principale attore in ambito convegnistico e congressuale della Fedrazione, per lo sviluppo dell’interscambio culturale e congressuale. Sottoscritta anche la convenzione con l’Ordine  degli avvocati della Russia, per stabilizzare il dialogo normative a supporto delle relazioni economiche verso tutti gli oblast della Federazione.

Per accelerare il processo di dialogo con il resto del Paese, Orlov ha accettato di partecipare all’incontro con il Presidente del Governo russo, Dmitry Medvedev.

Importanti accordi, sempre concernenti l’area “comunicazione e informazione” sono stati siglati con la società “Chevel “ per firma del president Igor Shasraem e con il co-fondatore di Ironstar, Vladimir Volosin.

C’è un pezzo di Italia nell’avvicinamento della Calmucchia al resto della Federazione perché è stata siglata una intesa anche con la Newman Business Consulting, attraverso il partner italiano Paolo Lodigiani, console onorario della Repubblica Italiana nel Distretto federale del Sud della Russia.

Dopo la dissoluzione dell’URSS, la Calmucchia ha mantenuto lo status di repubblica autonoma all’interno della Federazione Russa, a partire dal 31 marzo 1992.

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