Le conseguenze pericolose dello “scisma” ortodosso

La divisione in Ucraina, l'opposizione di Mosca, le accuse a Poroschenko.
Le conseguenze pericolose dello “scisma” ortodosso
12 ottobre 08:08 2018 Stampa

Da oggi in Ucraina  ci sono tre chiese: la Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca che secondo il Ministero della Cultura dell’Ucraina all’inizio del 2017 aveva a disposizione in tutto il paese 11.392  tra chiese e cattedrali, oltre a 12.328 comunità di credenti. Il Patriarcato di Kiev, che   invece  conta di  5.114 comunità e 3.784 chiese.  La terza  comunità in Ucraina è la Chiesa ortodossa “autocefala” ucraina: 1195 comunità e 868 templi.

Le conseguenze del riconoscimento dell’ “autocefalia” appaiono, a poche ore dalla decisione,  ragguardevoli.

La concessione da parte del Sinodo ad Istambul  dell’indipendenza a Kiev  causeranno un danno “catastrofico”. La dichiarazione arriva da Alexander Volkov, portavoce  di Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

Il metropolita russo Hilarion ha usato invece  la parola “minaccia” dichiarando che a Mosca “non riconosciamo questa autocefalia. E non avremo altra scelta se non interrompere la comunicazione con Costantinopoli”.  Mosca ha accusato il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko di cercare di ottenere il riconoscimento delle strutture religiose non canoniche e di voler  creare   un’unica chiesa locale autocefala in Ucraina.

La Chiesa ortodossa russa intende ora avviare la  “rottura delle relazioni diplomatiche” con il Patriarcato di Costantinopoli. Il Sinodo della Chiesa russa ha annunciato che non ricorderà più il Patriarca Bartolomeo durante le cerimonie religiose. Inoltre, è stato deciso il ritiro unilaterale dalle strutture dove compaiono i rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli.

 

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