Le contro-sanzioni aiutano i russi: parola di Igor Shuvalov

Il vice primo ministro della Federazione ha parlato al canale televisivo Rossiya 1
Le contro-sanzioni aiutano i russi: parola di  Igor Shuvalov
23 maggio 12:35 2016 Stampa

Gli investitori stranieri credono nelle prospettive dell’economia russa e avviano le proprie produzioni sul territorio della Federazione. Allo stesso tempo, grazie alle contro-sanzioni russe, i produttori locali stanno espandendo le loro attività. Lo ha detto ieri il vice primo ministro russo, Igor Shuvalov, al canale televisivo Rossiya 1.

“Se date un’occhiata a quanti nuovi impianti stanno aprendo ora (nella zona economica libera di Alabuga, nella regione di Kaluga e in altre regioni) con l’aiuto di investimenti stranieri, nonostante tutte le sanzioni, vi renderete conto che gli investitori stranieri credono nelle prospettive a lungo termine dell’economia russa – ha detto Shuvalov -. Ritengono infatti che il rublo prima o poi si rafforzerà e il governo terrà sotto controllo il deficit del bilancio federale. Inoltre – ha aggiunto -, gli investitori stranieri credono che il governo insieme alla Banca centrale della Russia provvederà a mantenere basso il livello di inflazione”.

Una crescita, quella del settore agro-industriale russo, che, secondo Shuvalov, nessuno poteva immaginare. Nessuno pensava che le campagne potessero rinascere e non solo fornire la città con i loro prodotti, ma esportare le proprie merci. “Di recente ho avuto modo di dialogare con i rappresentanti della società olandese Metro, che produce prodotti alimentari. E sapete cosa mi hanno detto? Che ora trasportano prodotti alimentari, anche per ristoranti italiani, che sono prodotti esclusivamente in Russia con tecnologie straniere. E hanno anche aggiunto che, se non fosse stato per le contro-sanzioni russe, i locali non avrebbero mai avuto una tale possibilità”.

Shuvalov ha proseguito sottolineando che se prima la Russia esportava quasi esclusivamente materie prime, ora dall’estero arrivano richieste di prodotti finiti made in Russia. “Pochi sanno che in Italia insieme agli alimenti esportiamo anche calzature, prodotte nel territorio di Krasnodar. In più abbiamo macchine e attrezzature richieste sul mercato globale”, ha detto Shuvalov. Infine il vice primo ministro si è interrogato su quale possa essere il benessere per l’economia del Paese. “In particolare – ha concluso -, i prezzi bassi del petrolio che assicurano grandi quantità del nostro export. Abbiamo bisogno di nuovi mercati: quello europeo, quello americano e quello asiatico. E su questo stiamo lavorando”.

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Cecilia Valentini
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