Le ultime notizie dall’Unione Economica Eurasiatica

Il ministro per lo Sviluppo dell'integrazione della Uee parla del futuro dell'Unione e del rapporto con l'Europa
Le ultime notizie dall’Unione Economica Eurasiatica
16 maggio 09:15 2016 Stampa

Lo sviluppo di un’economia sostenibile nei Paesi dell’Uee e le ultime notizie dell’Unione. Questo il tema di cui ha discusso Tatiana Valovaya, ministro per lo Sviluppo dell’integrazione e della Macroeconomia della Commissione economica eurasiatica (Cee), durante una conferenza stampa presso l’Eurasian Communication Center (Rossyia Segodnia).

“I problemi con la stabilità economica non li abbiamo solo noi, si tratta di difficoltà di carattere globale – ha detto la Valovaya -. La crisi economica, iniziata nel 2008 e interrotta nel 2012 e nel 2013, nel 2014 è entrata in una nuova fase. Pertanto le economie dei Paesi dell’Uee, altamente dipendenti dai mercati mondiali, in particolare per quanto riguarda i prezzi e la fornitura delle materie energetiche, hanno subito una forte tendenza negativa”.

Per questo motivo alla fine del 2014 la Commissione eurasiatica ha iniziato ad utilizzare il potenziale interno dell’Unione: sfruttare lo spazio economico comune, adottando le misure necessarie per migliorare la sostenibilità economica dei Paesi membri e la maggiore coerenza delle loro politiche macro-economiche. Inoltre, è stato anche deciso di lavorare per una più profonda integrazione dei Paesi al fine di superare gli effetti negativi della crisi. In particolare, nel documento sulle principali direzioni di sviluppo economico dell’Unione fino al 2030, si parla di mercati unici per beni e servizi e l’attuazione di una politica unitaria nei settori chiave dell’economia.

Per quanto riguarda la statistica, nel 2015 il Pil dell’Uee ha segnato -3,1%, in gran parte dovuto a Bielorussia e a Russia, mentre gli altri Paesi hanno mantenuto una crescita moderata. “All’inizio di quest’anno, vediamo già che la crescita economica di Kazakistan e Kirghizistan si è rallentata. Tuttavia, nel 2016 ci aspettiamo una lieve crescita che potrebbe consentire di raggiungere il livello di -1,4%, mentre nel 2017-2018 ci sono segnali che fanno prevedere un ritorno ai tassi di crescita economica positivi“.

“Per quanto riguarda il commercio reciproco dei Paesi dell’Uee, nei mesi di gennaio-febbraio si è ridotto del -18%, ma, allo stesso tempo, gli scambi con i Paesi terzi sono diminuiti quasi del 40% in base alle diverse categorie. Si può concludere pertanto che l’alleanza economica sta iniziando a compensare l’impatto negativo della congiuntura dei mercati globali attraverso un rafforzamento delle capacità interne“.

Tatiana Valovaya ha anche commentato le parole del presidente del Consiglio della Federazione Russa, Valentina Matvienko, che ha parlato al Senato del Kazakistan, sottolineando il ruolo positivo dell”Uee per la stabilizzazione nel periodo della recessione economica globale. Il ministro ha detto che senza l’Unione, nel 2015, gli indicatori economici per la maggior parte dei Paesi membri sarebbero stati più negativi.

Il ministro ha anche toccato i temi della cooperazione tra l’Ue e l’Uee e ha commentato la proposta da parte del presidente del Kazakistan Nazarbayev per la realizzazione di un forum congiunto in autunno, notando che il rapporto tra le due Unioni si trova per adesso in una “fase embrionale. Non c’è un dialogo approfondito. E questo non è colpa del’Uee. Fin dall’inizio – ha proseguito il ministro -, gli Stati membri e la Commissione eurasiatica proponevano di sviluppare un dialogo tra le due Commissioni. Ed in primo luogo per lo sviluppo del business dei Paesi di entrambe le Unioni. Le imprese europee, ad esempio, si interrogano più spesso sulle regolamentazioni tecniche e doganali, ma questi sono temi che non si possono discutere autonomamente all’interno dei singoli Paesi, ma occorre un dialogo con la Commissione dell’Uee. Dal 2012 abbiamo offerto ai nostri colleghi di avviare questo tipo di dialogo. Nel 2015 il presidente del consiglio della Cee, Viktor Khristenko, ha inviato una proposta in merito al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Ma la risposta è arrivata tardi, a febbraio di quest’anno, e non era esaustiva”.

Anastasiia Kochkurova

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