L’industria italiana cerca sbocchi in Crimea

Una delegazione di imprenditori vola a Sebastopoli per sviluppare accordi di partenariato con le imprese locali
L’industria italiana cerca sbocchi in Crimea
13 ottobre 16:15 2016 Stampa

Saranno circa 15 i delegati italiani che, dal 14 al 16 ottobre, “avranno l’occasione di incontrare gli imprenditori della Crimea, conoscere il business climate e le possibilità di investimento nella regione. Lo scopo della missione, organizzata dal governo della Crimea e dal Forum economico internazionale di Yalta, è lo sviluppo della cooperazione in campo economico e culturale, come pure il rafforzamento delle relazioni con la Russia, in particolare la Crimea”.

I deputati regionali arrivano da Veneto, Liguria, Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. Alcuni, come il consigliere veneto Stefano Valdegamberi (Lista Zaia), hanno ricevuto una lettera di diffida a partecipare alla visita da parte del consolato generale dell’Ucraina a Milano. “I consiglieri regionali non accettano diktat dal consolato ucraino”, ha risposto Valdegamberi su Facebook.

Stessa posizione espressa dal vice capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Jari Colla. La missione, ha spiegato in una nota il consigliere leghista, “non risulta essere gradita al console generale d’Ucraina a Milano, che ha voluto prendere carta e penna e scrivere al consiglio regionale per dissuadermi dal compiere questo viaggio. La visita violerebbe il regolamento sull’entrata ed uscita dalle aree d’Ucraina temporaneamente occupate e le relative direttive dell’Unione Europea. Prendo atto delle preoccupazioni del consolato, ma partirò comunque”, ha proseguito Colla.

Il Veneto è tra le regioni italiane che ha approvato una mozione contro le sanzioni a Mosca e per il riconoscimento della Crimea. Le aziende rappresentante nella delegazione lavorano in settori diversi: depurazione delle acque, produzione di strutture metalliche e di acciaio, cibo e prodotti alimentari per animali domestici come anche mangimi per pesci e bestiame.

Particolare interesse è stato mostrato dai produttori italiani di vino. Nella delegazione vi saranno infatti tre aziende vinicole ed è prevista la visita alla famosa cantina Massandra. In particolare, negli ultimi tempi si sta discutendo della possibilità di avviare una produzione congiunta russo-italiano di vino in Crimea. Durante la missione (che toccherà Sinferopoli, Yalta e Sebastopoli), sono previsti colloqui anche con i vertici delle autorità locali di Crimea sulle “prospettive per l’abolizione delle sanzioni anti russe” e la firma di accordi politici ed economici.

Il presidente del Forum di Yalta, Andrei Nazarov, ha dichiarato che con questa visita si vuole dimostrare il potenziale di investimento della Crimea. “Ci aspettiamo che questo viaggio porti a risultati non solo politici, ma anche economici”, ha dichiarato.
“Alcune delle imprese – fanno sapere gli organizzatori della missione – hanno già partecipato al forum di Yalta di aprile”. Allora, il ministro dello Sviluppo economico della Repubblica di Crimea, Valentin Demidov, aveva presenziato alla firma di un memorandum d’intesa tra Dmitri Abramov, della “Corporazione per lo sviluppo della Crimea”, e Davide Sarnataro, segretario generale della “Camera di commercio Italia-Eurasia”, realtà legata alla Link Campus University con sede a Roma. Il memorandum è stato firmato allo scopo di arrivare alla creazione di progetti d’investimento congiunti e per rafforzare le relazioni di partenariato, ha scritto la stampa russa. All’evento avevano partecipato anche rappresentanti del ministero dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente della Repubblica di Crimea.

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Cecilia Valentini
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