Lotta all’evasione, Gim chiede chiarezza

L'associazione degli imprenditori italiani che operano in Russia invia lettera al Ministro Padoan
Lotta all’evasione, Gim chiede chiarezza
06 marzo 18:06 2017 Stampa

L’Italia continua la lotta all’evasione fiscale. L’Agenzia delle Entrate avrebbe deciso di mettere in atto una serie di controlli e accertamenti per i connazionali residenti all’estero (Iscritti AIRE, o residenti fiscali esteri), compresi quindi i cittadini italiani che abitano in Russia. In risposta a questa decisione, la società italiana Gim-Unimpresa, l’associazione degli imprenditori italiani che operano in Russia, ha inviato una lettera al Ministro dell‘Economia e delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan.

La società esprime la “preoccupazione per le procedure e per i criteri con i quali questi controlli verranno effettuati”. Una preoccupazione che, secondo le parole espresse dalla società, nasce da una serie di contenziosi che negli ultimi anni hanno interessato molti imprenditori, che da anni lavorano in Paesi esteri e in particolare in Russia. “Parliamo di manager, imprenditori, funzionari e agenti di tante piccole e medie aziende che con il loro lavoro hanno permesso alle case madri in Italia di fare importanti fatturati e in molti casi di salvare la stessa attività aziendale“, precisa la lettera inviata al Ministro Padoan.

Gim-Unimpresa intende pertanto “sollecitare un esame approfondito e attento delle procedure e dei criteri di verifica tenendo conto delle particolarità del lavoro svolto. Tutto questo – si legge – al fine di evitare che insieme a coloro che effettivamente dichiarano la loro residenza estera pur vivendo in Italia vengano perseguiti migliaia di onesti cittadini italiani che lavorano all’estero e che possono dimostrare la loro effettiva residenza con tanto di timbro sul passaporto e con le loro dichiarazioni fiscali nei Paesi di residenza. Sig. Ministro – conclude la lettera – possiamo garantirLe che siamo i primi interessati ad un civile rapporto di collaborazione con le nostre Autorità Fiscali, improntato sulla fedeltà e sul buon senso e proprio per questo consideriamo importante che insieme al crescente numero di connazionali che vanno a risiedere all’estero si possa finalmente mettere mano, in sede di G20 e di Commissione Europea alla lista dei cosiddetti paradisi fiscali che sono in gran parte di marca Anglosassone o Statunitense, con Olanda, Lussemburgo e Irlanda ai quali, ancor oggi, l’Unione Europea concede particolari privilegi”.

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Cecilia Valentini
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