Mercato farmaceutico, i numeri dell’Eurasia

Import e produzione locale, performance del mercato e previsioni per il futuro per un comparto che è in piena fibrillazione
Mercato farmaceutico, i numeri dell’Eurasia
29 marzo 16:00 2017 Stampa

Dal 2014, anno della nascita dell’Unione economia eurasiatica (Uee), è importante pensare all’Eurasia come un mercato unico capace di lavorare assieme per l’istituzione di un modello che ricalchi almeno in parte quanto già accade in Europa.  L’Uee porta in grembo una cooperazione tra i diversi organi dei rispettivi Paesi compresi gli enti statistici, che permette di delineare un quadro del reale mercato dei farmaci nell’Unione. Un mercato che – a dispetto della crisi – sta mostrando segni di una crescita costante e duratura nel tempo, dovuta sia a i programmi Statali che modificano le dinamiche di approvvigionamento dei farmaci, sia alle politiche di import susbstitution che Mosca ha lanciato in seguito alle sanzioni imposte da Bruxelles. Proprio queste ultime sono state uno degli elementi scatenanti che ha portato ad una vera e propria rivoluzione del sistema sanitario nazionale russo: un’importante notazione visto che da solo rappresenta il 79% del totale.

La somma dei mercati di Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazakistan valeva nel 2015 un totale di 22,1 miliardi di dollari (per quello 2016 bisognerà aspettare i dati ufficiali che verranno divulgati a metà di quest’anno, ndr). Il mercato più importante è quello russo, che in totale rappresenta il 79% con un valore complessivo di 17,5 miliardi di dollari.

Importazioni vs produzione locali

Le importazioni dominano tutti i mercati in termini di valore (ma non in termini di unità). I dati delle importazioni in questi Paesi evidenziano un quadro in cui l’approvvigionamento di farmaci dall’estero rappresenta tra il 63 e il 73% del totale del mercato, con un valore molto simile in Russia, Kazakistan e Bielorussia (rapporto 70% imp. / 30% produzione interna). Parlando invece di unità, questa percentuale è pressoché inversa: ad esempio in Russia il rapporto diventa 39% importate e 61% prodotte in loco. Questo è dovuto sia ad una produzione crescente degli ultimi anni (ma non solo), capace di soddisfare gli standard del sistema pubblico sanitario della Federazione, sia dalle politiche protettive (import susbstitutiuon) e restrittive (embargo verso i prodotti stranieri) che sono state lanciate negli ultimi anni. È importante notare che la maggior parte delle importazioni riguardano i farmaci costosi protetti da brevetto, mentre le piccole aziende producono prevalentemente farmaci generici di bassa fascia.

Performance dei mercati eurasiatici

Nonostante le difficoltà economiche che si sono trovati ad affrontare, tutti i mercati di questi Paesi sono cresciuti negli ultimi 3 anni.  Il mercato russo è cresciuto in valore del 10% (rubli), e le previsioni per il 2016 parlano di un’ulteriore crescita approssimativamente di un altro 10%. Buona la performance anche del mercato ucraino, che ha fatto registrare un +18% in valuta locale: anche qui le previsioni per il 2016 parlano di una crescita, anche se minore, intorno al 6%. Tra tutti i mercati quello bielorusso ha fatto registrare il valore più alto, pari ad un incremento del +20% in valuta locale, ma per il 2016 le previsioni parlano di una crescita ancora positiva, seppure più contenuta, nell’ordine del +14%. Segue il mercato kazako con +18% e stime di crescita per l’anno passato nell’ordine del +16%. Ricordiamo che gli effetti della svalutazione delle monete locali hanno significativamente intaccato le vendite in termini di valuta globale (Usd), ma le previsioni sembrano evidenziare che il biennio 2017-2018 sia l’anno della grande svolta. Nello specifico la Russia.

Piccoli grandi passi di tutto il sistema

La crisi economica in Russia ha avuto un impatto inaspettatamente positivo sul mercato dei servizi medici, con il turismo medico che sta guadagnando sempre più slancio. Con l’avvento di riforme per l’ottimizzazione della sanità, i russi sono diventati sempre più interessati a cure all’estero. E insieme alle mete tradizionali quali Israele, Germania e Canada, uno dei luoghi preferiti per questo tipo di viaggio è l’Italia. D’altra parte il turismo è diventato costoso per molti, e molte aziende mediche straniere ora considerano il mercato russo come una delle loro priorità (come il caso di GVM Care & Research, con il suo nuovo stabilimento nel centro di Mosca). Al contempo la sostituzione delle importazioni nel campo della farmaceutica continua ad essere una priorità per il Cremlino. Lo testimoniano i numerosi appelli e le diverse iniziative volte a migliorare il quadro normativo, il settore degli investimenti, e la produzione interna della Federazione. Attività che nel corso degli ultimi anni hanno attratto diverse aziende straniere, anche italiane, desiderose di entrare nel mercato russo. E in più il farmaco russo sta iniziando a trovare sbocchi anche all’estero, come nel caso di Biocad, che ha ricevuto per la prima volta l’O.K per la commercializzazione nel mercato territorio di Damasco.

Previsioni per il futuro

Il settore manifatturiero farmaceutico russo è decollato negli ultimi anni. Per espandersi ulteriormente però, c’è bisogno di un approccio integrato per l’istruzione, la ricerca e la produzione. La Russia intanto è salita dal 54° al 51° posto nella graduatoria che identifica la facilità di fare affari per gli imprenditori che desiderano operare nel campo farmaceutico, lo studio ad opera della Banca mondiale (redatto nel 2016). Il sostegno allo sviluppo della produzione farmaceutica locale di farmaci è stato dichiarato “una priorità” da parte dello Stato e – di conseguenza – la quota di farmaci prodotti dalle società russe sul mercato è in aumento. L’industria farmaceutica russa nel suo complesso sta maturando: ha iniziato ad attrarre persone e investimenti da altri settori, mentre l’attività di investimento principale si sta spostando dalla produzione alla ricerca e sviluppo. Inoltre le imprese farmaceutiche russe stanno lanciando sempre più iniziative di accesso ai mercati esteri.

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Davide Lonardi
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Giornalista iscritto dall'Ordine Nazionale dal 2011, nutre una particolare passione per il mondo dell'editoria online. Collabora con diverse testate occupandosi anche di strategie di marketing e di personal branding sul web

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