Miracolo bielorusso in Russia

Boom dell'agroalimentare proveniente da Minsk. Ma le dispute con Mosca sui prodotti da tavola pesano come macigni
Miracolo bielorusso in Russia
16 maggio 10:46 2017 Stampa

Gennaio e febbraio 2017 hanno fatto registrare un incremento del 40,7 percento delle importazioni agroalimentari dalla Bielorussia. La crescita a vista d’occhio delle importazioni dalla Bielorussia vanno tuttavia di pari passo con l’innalzamento dei controlli a catena imposti da Rosselkhoznadzor. Imprese e governo di Minsk cercano una mediazione per ridurre la lista nera dei prodotti bloccati in frontiera perché “sospettati” di mancato rispetto delle procedure fitosanitarie. Ma il punto vero on riguarda la sicurezza dei prodotti agroalimentari.

Rosselkhoznadzor, l’ente russo preposto ai controlli fitosanitari in dogana, è certo che una parte della merce esportata in Russia proviene in realtà dall’Ucraina e viene introdotta nella Federazione attraverso la Bielorussia. Di qui i frequenti blocchi di carichi di prodotti di ogni tipo in dogana e la redazione di una “lista nera” di aziende bielorusse esportatrici di carni, latticini, pesce, ora messe al bando.

Prima della pausa delle vacanze di maggio, una nutrita schiera di funzionari di Rosselkhoznadzor ha effettuato una serie di controlli presso questi produttori-esportatori, soprattutto nel settore del latte e delle carni, a seguito del quale il Ministero dell’Agricoltura di Minsk ha ricevuto un rapporto con “osservazioni”. Ora i produttori bielorussi dovranno adeguarsi. La posizione di Mosca non è di totale chiusura: ieri, infatti, due produttori, precedentemente messi al bando, sono stati tolti dalla lista nera.

Ieri il Rosselkhoznadzor ha avviato un secondo round di controlli. In generale le autorità ucraine ritengono che le contestazioni russe siano pretestuose e il presidente Lukashenko è arrivato persino alla minaccia di perseguire il Rosselkhoznadzor in Tribunale per danni. La Bielorussia argina come può il contenzioso, interessata soprattutto e non perdere il ruolo di partner in ascesa nel comparto dell’agroalimentare (ma anche del vivaismo, floricoltura e piante).

I due Paesi del resto sono indissolubilmente legati sul piano commerciale e politico. Non soltanto la Russia è di gran lunga il primo partner commerciale di Minsk con una quota superiore al 40% dell’interscambio totale, ma anche la Bielorussia, nonostante le dimensioni ridotte, si colloca al quarto posto tra i partner commerciali di Mosca e accentua la sua funzione di porta di ingresso dall’Europa verso la Russia. Alcuni indicatori, al riguardo, non lasciano dubbi: l’interscambio Italia-Bielorussia nel comparto “fiori-piante-serre” è salito del 2977,3% nei primi due mesi del 2017. Evidentemente un tale incremento non è tutta farina del sacco bielorusso.

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Cecilia Valentini
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